venerdì 1 febbraio 2013

Profumo di mare



29 Settembre 2011, costa spagnola.

   Il mare verde-blu davanti a noi rifletteva mille luci rossastre del tramonto sulle onde leggere che si infrangevano dolcemente sulla spiaggia, sembravano piccole stelle brillanti incastonate come rubini su un tappeto di velluto, una magia che l'imminente sera regalava ogni giorno come un sogno fantastico. 

   Alcuni gabbiani volavano sopra di noi leggeri come aquiloni spinti dal vento mentre una nuvola rosa si profilava all'orizzonte verso la linea dove il sole è andato a nascondersi. Il profumo intenso e salmastro copriva la leggera brezza dell'aria attorno a noi, in questo fine settembre caldo e riposante. 
   Dal fiorito terrazzo del ristorante potevamo vedere alcune barche colorate veleggiare su quella distesa immensa come cavalieri solitari in una terra misteriosa, mentre due bimbi correvano a perdifiato sulla sabbia dorata ridendo e spingendosi dolcemente con la mamma che li seguiva poco indietro. 
   Osservavamo le case bianche dai tetti piatti della cittadina sulla costa con il desiderio di trasferirci lì per vivere giornate stupende come questa, cambiare vita, città, casa, abitudini e godersi quella calma così irreale e fantastica. 
   Una vacanza, la nostra, così anomala così diversa da molte altre passate negli anni addietro, una vacanza fatta di piccoli viaggi, di permanenze giornaliere in posti diversi ma piena di gradevoli atmosfere. 
   Più tardi, quando già la mezzanotte aveva scoccato il suo ultimo rintocco, dal balcone dell'albergo guardavo il cielo blu puntato di stelle che come un manto luminoso circondava la macchia scura del mare, un vento fresco giungeva alle mie spalle portando con se profumi intensi di fiori.
   Guardando le scie luminose delle auto che sfrecciavano nelle vie sottostanti, pensavo a poche ore prima quel paesaggio che ho sempre amato tanto, al mare, alla spiaggia, a quelle sensazioni di vita e di felicità passate in due in questa terra stupenda dove tutto sembra allegro e colorato ma soprattutto libero. 
   Ed ancora il prepotente desiderio di poter vivere qui si faceva strada nel mio cuore, sorrisi e rientrai  in camera chiudendomi alle spalle la grande vetrata sul mare e mi distesi sul letto, poco prima che giungesse il sonno, con gli occhi chiusi vidi quel mare cristallino e le sue onde bianche e leggere sciogliersi sulla sabbia dorata e sprofondai nel mondo dei sogni.

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