"Nessuno potrà mai crederci ma, finalmente in quella terra del Nord tutto si stava sistemando. Molti si chiederanno che fine hanno fatto i proprietari della Ikoo e i 10 operai con la tuta blu e il cappello giallo... Boh, magari su qualche isola della Finlandia ma... L'importante è che Mr Ceps abbia trovato la sua dimensione e Bork la sua felicità."
"LA SERA DEL SOLE BASSO
e
LA CUCCIA DI Mr. CEPS"
*La parola "AMORE" ha mille significati e a chi non crede che questo nasca tra un cane speciale ed un ceppo di noce nobile, non conosce la parola di amore*
"Episodio 5 - La Sera del Sole Basso"
La giornata era stata lunga. Troppo lunga.
Gli Anderssen, stremati dal referendum, dai tecnici volanti, dalle foche scivolose e dai castori che volevano far firmare moduli a tutti, andarono finalmente a dormire.
Sven russava come un orso. Svan parlava nel sonno di orologi a dondolo. Svon abbracciava un trapano come fosse un peluche. Svinina, l’unica sveglia, chiuse la porta e sospirò: «Finalmente silenzio.»
Fuori, il sole del Nord era basso, arancione, quasi timido. Non tramontava davvero: si limitava a scivolare dietro gli alberi, come un bambino che gioca a nascondino.
E in quel momento, quando tutto era quieto, parlarono loro.
La Cuccia di Bork
La cuccia era finalmente pronta: grande, morbida, calda, con il tetto di muschio raccolto nei boschi dietro la bottega e l’interno foderato di lana delle pecore del Nord.
D’estate sarebbe stata sulla terrazza coperta, dove il vento portava profumo di resina. D’inverno, nella veranda, vicino alla stufa, così né Bork né Mr Ceps avrebbero mai tremato dal freddo.
Bork si avvicinò piano, con un rispetto che i tre fratelli non gli avevano mai visto. Annusò l’ingresso, fece un giro intorno, poi un altro, poi un altro ancora - come fanno i cani quando stanno per prendere una decisione importante.
Poi entrò. Si accoccolò. Appoggiò la testa sul legno caldo di Mr Ceps.
E allora, con un sospiro che sembrava venire dal cuore stesso della bottega, pronunciò la frase più solenne della sua vita:
«Woof Boark Boo Boo…» Nella lingua antica dei cani falegnami significava: “Finalmente a casa.”
Mr Ceps rimase immobile per un istante. Poi, dal profondo del suo midollo, fece sentire un suono lieve, naturale, quasi timido:
«Crick… Crrieck…» Era il linguaggio dei legni nobili. E significava una sola cosa: “Approvo.”
Bork chiuse gli occhi, felice. Mr Ceps scricchiolò ancora, come un sorriso di legno.
E così, nella veranda d’inverno e sulla terrazza d’estate, iniziò la loro vita insieme: un cane che aveva trovato casa, e un ceppo che aveva trovato il suo destino.
E in quel silenzio pieno di vita, Bork disse piano:
«Woof Boark Boo Boo…» (“È bello non essere soli.”)
Mr Ceps rispose:
«Crrieck…» (“Sì. È bello davvero.”)
E il sole basso del Nord, come un vecchio amico, restò lì a guardarli.
La Nuova Vita di Bork e Mr Ceps:
Il giorno dopo, quando il sole del Nord si alzò come un disco pallido e gentile, gli Anderssen si svegliarono trovando Bork che dormiva beato nella sua nuova cuccia, e Mr Ceps che sembrava… sorridere.
Svinina fu la prima a parlare.
«Guardate come stanno bene insieme.»
Sven annuì. Svan si commosse. Svon si asciugò una lacrima con il trapano.
E per la prima volta nella loro vita, i tre fratelli Anderssen fecero qualcosa di sensato: non toccarono nulla.
Lasciarono Bork e Mr Ceps vivere la loro amicizia senza interferire.
Il bosco, intorno, sembrava approvare:
- gli alci annuirono,
- le foche sbatterono le pinne,
- i gabbiani urlarono qualcosa di incomprensibile,
- i castori votarono una mozione di felicità,
- i gufi timbrarono “OK”,
- i procioni rubarono un panino,
- gli scoiattoli dissero “ve l’avevo detto”.
E Bork, dalla sua cuccia, guardò Mr Ceps e disse:
«Woof Boark Boo Boo…» (“Siamo a casa.”)
Mr Ceps rispose con un lieve:
«Crick…» (“Sì.”)
E così Bork uscì dalla sua nuova cuccia - morbida, calda, perfetta - e si stiracchiò.
Mr Ceps, ancora un po’ stanco dalla trasformazione in arma di gomma, fece un piccolo Crrieck di saluto.
«Woof Boof?» (“Tutto bene?”)
«Crick.» (“Sì, credo di sì.”)
Bork si sdraiò accanto a lui.
«Woof…» (“Sai… non avevo mai avuto una casa.”)
Mr Ceps rimase in silenzio un attimo. Poi disse:
«Crrieck…» (“Io non avevo mai avuto un amico.”)
E si guardarono, senza dire altro. Perché certe cose non servono. Poi arrivarono tutti:
*Le foche (ovviamente)*
Dal fiordo arrivò un suono morbido: “Oooop… oooop…”
Erano le foche, che si avvicinavano scivolando come torte di gelatina.
«Siamo venute a vedere come stai, ceppo gommoso!» disse la foca più anziana.
Mr Ceps rispose con un Crrick timido.
«Hai fatto un bel volo ieri.» disse un’altra. «Noi ci siamo spostate all’ultimo momento, eh!» E tutte risero sbattendo le pinne.
Bork scodinzolò. Era felice di rivederle.
*I gufi (professionali anche di notte)*
Su un ramo, due gufi scrutatori stavano controllando i verbali del referendum.
«Il quorum è stato raggiunto.»
«La mozione dei castori è stata respinta.»
«Le foche hanno votato correttamente.»
«I procioni hanno votato quattro volte.»
«Annotato.»
Poi guardarono Bork e Mr Ceps.
«Siete una bella coppia,» disse uno. «Approvato,» disse l’altro, timbrando l’aria.
*I castori (ovviamente in riunione)*
Vicino al fiume, i castori stavano tenendo un’assemblea straordinaria.
«Propongo di costruire una diga commemorativa per celebrare la trasformazione di Mr Ceps.»
«Secondo me serve un regolamento.»
«Serve un comitato.»
«Serve un comitato per il comitato.»
Bork sospirò. Mr Ceps fece un Crrick di rassegnazione.
*I gabbiani e i puffin*
I gabbiani reali del Nord volavano bassi, urlando cose incomprensibili come sempre.
«EEEEH! BEL CEPPONE!»
«FATELO PIÙ GROSSO!»
«VOGLIAMO IL PESCE!»
I puffin, eleganti, li ignoravano.
«Che volgarità,» disse uno.
«Siamo venuti per la quiete mattutina,» disse un altro.
«E per vedere la cuccia,» aggiunse un terzo.
Il momento più bello
Alla fine, tutti si sedettero attorno a Bork e Mr Ceps:
- le foche scivolate in cerchio,
- i gufi appollaiati,
- i castori in pausa sindacale,
- i puffin composti,
- i gabbiani che cercavano di stare zitti (senza riuscirci),
- gli scoiattoli che commentavano,
- i cervi che non capivano,
- gli alci che annuivano saggiamente
Bork disse piano:
«Woof Boark Boo Boo Wohau…» (“Saranno casinisti ma è bello non essere soli.”)
Mr Ceps rispose:
«Crrick... Croack. Crik…» (“Sì. È davvero divertente, altro che finire alla Ikoo.”)
E il sole basso del Nord, in quel mattino azzurro e tiepido come un vecchio amico, restò lì a guardarli.
Spoiler: "Finalmente è finita però m'è cascata 'na lacrima."
NdA:
"Spero che questa favola surreale vi abbia divertito e dato un pizzico di spensieratezza. E' surreale e fantastica ma, nasconde come tutte le favole, una morale che fa bene al cuore."
Giampaolo Daccò Scaglione








