“Ci sono mattine in cui la pioggia non porta tristezza, ma un senso di pace. È una pioggia che lava via il caldo dell’estate, che profuma di caffè, di casa, di animali che ti corrono incontro, di voci familiari che riempiono le stanze. Sono quei mattini semplici, imperfetti, pieni di piccole cose che fanno bene all’anima.”
ESTATE
*UN MATTINO DI PIOGGIA BENEFICA*
Firenze, 1° settembre
Un mattino d'estate, uno di quelli che iniziano con un'alba rosata e poco dopo con il sole che nasce dall'orizzonte, il cielo si tinge di un celeste tenue, lasciando arrivare un soffio di aria tiepida e dolce per risvegliare dal torpore del sonno nelle notti d'estate.
E voi ci credete ancora a queste palle? Guardate un po' cosa capita a Mauro nel suo primo giorno di vacanza, tornato a casa dopo settimane in trasferta a Dubai.
Mauro Dragoncelli, ingegnere cibernetico, trentadue anni, alto, bello, fisico bestiale che fa girare la testa a donne, uomini e perché no? Anche a cani e gatti (non saprei le mucche).
E tremendamente fedele a Silvia De Roderi, altra bella ragazza, designer in un famoso studio in centro a Firenze. Nota non solo per le belle gambe ed altro ma soprattutto per la sua pungente ironia.
Mauro Dragoncelli, si sveglia di buon mattino con le sue convinzioni:
*Ah che bello svegliarsi pensando a questa giornata dove finalmente posso godermi il primo giorno di ferie, che continuerà fino a fine mese dopo un anno di lavoro impegnativo.*
Uno spiraglio di luce attraversa la persiana e disegna un fascio chiaro sul muro accanto al letto.
Apre gli occhi, ancora immerso in quel torpore caldo che lo avvolge appena sveglio dopo una notte di sonno profondo.
*Bestia! Finalmente un po' di verde, di arietta fresca e non più grattacieli e deserto ovunque... beh a parte il mare!* argomenta tra se e se mentre si stiracchia i muscoli delle braccia e cosce allungandosi nel letto.
Subito l’aroma del caffè che sale dalla cucina al piano terra lo raggiunge, e già pregusta il piacere di berlo in giardino, all’ombra, prima che spunti definitivamente il sole.
Ma una voce dolce proveniente dal salotto di sotto, con tono di comando lo riporta alla realtà.
«Ehi trappolone gigante, scendi! O il tuo caffè lo do alla vicina ficcanaso che ti guarda sempre il cu... ehm il fondoschiena! Muoviti! Tra un po’ dobbiamo uscire. Hanno telefonato i nostri amici, ci aspettano per la colazione in città!»
«Scendo subito! Tesoro» risponde allegro pensando *Maremma... che grinta oggi la mia pupattola!*.
«Ah… a proposito: piove a dirotto!»
Mauro non vede il risolino malefico sulle labbra di lei - *Altro che metterti i pantaloni e la maglia di lino bianco quasi trasparenti per farti notare amoruccio mio!*
*Ma come?... Oh no! Ma porcaccia la mis... Proprio oggi!*
Piove?
E fa pure freschetto.
Mauro in boxer, a petto nudo con tutti i muscoli in evidenza e la pelle d'oca (e si anche ai Superman viene la pelle d'oca quando fa freschetto, che credevate?), si infila ciabatte e maglietta di cotone pesante e scende in cucina per versarsi il caffè.
"Arriva il babbo ragazzi!" sogghigna Silvia mentre inzuppa nel caffè un biscottino.
Mauro scende gli ultimi due gradini della scala che viene travolto da una massa di pelo chiaro di almeno sessanta chili: due zampate sul petto, pardon sui pettorali magnifici, due *bau bau.!* piuttosto cavernicoli.
*Accidenti quanto pesi Bartolomeo* pensa Mauro cercando di accarezzare il grossissimo pastore maremmano convinto di avere il peso di un cocker, mentre sbava felice su Mauro o meglio su i suoi muscoli.
Silvia a momenti si ingozza per ridere quando li vede rotolare per terra. Ovviamente è stato il cane a far cadere Mauro, sapendo che lui fingerà di averlo steso per giocarci e lei fingerà di crederci, ovvio.
Fuori, sul davanzale fiorito, la gatta guarda sorniona l'uomo che dopo essersi lavato le mani e dato un bacio a Silvia si gira a guardarla.
Minou grande attrice come sanno di esserlo tutti i gatti, lo aspetta per la pappa mattutina, miagolando come se non mangiasse da tre giorni... O forse di più secondo lei.
Tra cane, gatto e moka riesce comunque il povero e muscoloso Mauro ad abbracciare di nuovo il suo amore.
*Però che muscoli s'è fatta la mia bimba* pensa guardando il bellissimo volto e poi le tornite gambe accavallate con grazia della moglie
«Buongiorno, tesoro.»
«Mmmm… giorno.»
La voce di Silvia De Roderi, solitamente sensuale, ora è impastata da un biscotto al cioccolato.
Fuori continua a piovere forte.
Mauro sorseggia in piedi la sua tazza profumata di quel caffè nero bollente, mentre lo fa, una saetta occupa il bagno prima di lui.
«Fregato!» pensa evitando parolacce toscane imparate dal nonno materno, Riccardo Benzori Faldini Cavaliere della Repubblica Italiana dal 1968, donnaiolo ovviamente.
Allora visto che Silvia è scomparsa in bagno per almeno mezz'ora, Bartolomeo sta rosicchiando un osso di bufalo, Mauro decide a dare la pappa ad una Minou talmente miagolante da far scappare dal bosco anche Biancaneve.
Minou, la "povera" gatta affamata da *quattro giorni* che gli si affianca ancheggiando, miagolando senza sosta.
«Oggi bocconcini di pesce… ti vanno bene?»
«Gu!»
*Gu? Allora va bene. La conosco: è il suo sì.*
La furia pelosa bionda - il cane - gli sfreccia accanto con la pallina in bocca, mentre un’altra palla blu viene sorvegliata a vista.
*Ma non stava rosicchiando il suo osso di bufalo?*
«Bau!» con rimbombo nella sala da pranzo.
«Ho capito, hai voglia di giocare…»
I cinque minuti successivi lasciano senza fiato il super eroe, correndo dietro a quella peste e alle sue due palline. Dal balcone di fronte la vicina, che lo spiava da qualche minuto saluta:
«Buongiorno signor Mauro! Come va signor Mauro? Ho visto che è tornato ieri sera, signor Mauro!»
Con quella voce da bambina scema nonostante i cinquant'anni e passa, convinta di esser seducente.
Mauro trattiene un *te ce mando io e ce vai tu da sola?* e sono almeno tre anni da quando abitano lì, l'uomo si chiede perché lo chiama sempre così: *signor Mauro* ogni due secondi in una frase.
Poi ricorda che… non ricorda mai il nome della tardona dai capelli rosso fiamma appesa alla finestra dall'altra parte del muro di cinta che divide le due proprietà.
«Buongiorno anche a lei signora... ehm, tutto bene grazie. Lei?»
E prima che la rossa dalla vocina infantile dica qualcosa, il marito per fortuna la richiama con una voce terribile e lei scompare dietro i vetri non prima di aver salutato il bel manzo con la manina cicciosa.
«Trappolo, sei ancora fuori col cane?» dalle scale la voce di Silvia lo richiama e Mauro rientra.
«Sì tesoro, ora mi preparo!» risponde verso la figura di lei in cima al ballatoio.
Rientra. chiude la porta finestra, sale in camera e si infila nel bagno padronale.
Fischiettando si rade la barba, poi entra in doccia dove, ovviamente con la spugna massaggia i torniti muscoli, si sente talmente in forma e bello che farebbe l'amore da solo.
*Ma che vado a pensare visto che ho una moglie da mille e una notte di là che mi aspetta???*
Finalmente Mauro si veste. Velocissimo.
*Ma chi è Superman???* pensa guardandosi allo specchio in pantaloni blu e camicia bianca sul volto abbronzato e quegli occhi verdi da assassino che stendono decine di donne.
«Ti sei già messo due litri di profumo?»
Dice in modo spiritoso Silvia mentre i suoi occhi scuri ridono intanto si infila la cintura nei pantaloni bianchi ed i capelli lunghi le coprono il bel viso leggermente truccato.
«Sì, mi sa di sì. Neanche fosse la Bellucci!» continua mentre alta la testa facendo svolazzare ile onde dei suoi meravigliosi capelli
«Ma no, è il deodorante Silvia. Tra poco metto il profumo, ma solo due gocce.»
«Mezzo litro come sempre.» ridacchia lei, mentre Mauro fa una mossa come inseguirla di colpo.
Lei scappa giù per le scale chiedendo aiuto.
Mauro si guarda allo specchio sistemandosi i capelli biondo scuro: *Vi pare possibile che i weekend siano sempre così?*
I due piccioncini finalmente salgono in auto uscendo dal garage a fianco alla loro villetta, Bartolomeo e Minou sono affacciati tra le fessure della recinzione.
Minou guarda Silvia e Mauro e volta gli occhi verso il cane.
*Pensi che ce la faranno ad arrivare senza incidenti?*
*Se lui non si guarda continuamente allo specchietto retrovisore rimirandosi gli occhi verdi e lei non sta al cellulare con le amiche a testa bassa, hanno molte probabilità di arrivare a Firenze senza danni.*
*Hai ragione Meo, speriamo che tornino per il pranzo, ho già fame.*
*Speriamo carina.*
Più tardi, in macchina, osservano le colline verdi sotto un cielo plumbeo. La pioggia ha smesso e il panorama è limpido.
Silvia e Mauro in silenzio, mentre la strada corre dritta verso quelle alture morbide, si sorridono e si sentono rilassare sempre di più. Le loro mani si incontrano con dolcezza.
Un vento forte fa ondeggiare robinie e pioppi ai bordi della strada. Le nuvole scure viaggiano veloci sopra di loro.
Ben presto la città appare: tranquilla, quasi addormentata.
Alcuni stormi di uccelli volare alti.
Mauro pensa: *Capisco che l’estate sta andando verso la fine, altro che albe rosate, sole e cieli azzurri, come il pensiero che ho avuto questa mattina appena sveglio.*
«Il sapore dell’autunno è ormai alle porte.» dice ad alta voce Silvia, appoggiando la mano sulla coscia di lui.
Mauro mette la freccia a destra, imbocca l’uscita della tangenziale, e la città li inghiotte tra le sue case, facendo scomparire quel paesaggio naturale e bellissimo.
Intanto da lontano verso i colli, il cielo si apre lasciando passare l'azzurro, il sole dietro sembra dire: *Col cavolo che farò arrivare presto l'autunno, dovrete sudare ancora un po'. Promesso.*
Un vento forte da nord incomincia a spazzare le nubi scure, eh già l'estate non finirà così presto.
"Quando la pioggia smette e il cielo si apre, resta solo la sensazione di aver vissuto un mattino buono, di quelli che non fanno rumore ma ti restano addosso. E mentre la città ci inghiotte tra le sue strade, porto con me il profumo del caffè, il gioco di Bartolomeo, il miagolio di Minou, e quella quiete che solo la pioggia sa regalare.”
Mauro.
Giampaolo Daccò Scaglione






