*A chi ama così tanto da proteggere gli altri anche dalla propria fine.
A chi guida, anche quando sta per andare altrove.*
Claudio osserva la sua famiglia da dietro il vetro della porta che separa le scale dal negozio.
Luca, il figlio di mezzo un bel ragazzone sportivo, sta sistemando i gioielli in vetrina. È bravo, preciso, affidabile. Dieci anni prima voleva farsi prete; ora è l’anima del negozio che il nonno di Claudio prima, il padre dopo e poi lui hanno trasformato in un piccolo impero torinese.
Claudio sorride.
Luca lo vede, ricambia il saluto con la mano. La famiglia è sempre stata religiosa, e forse è anche per questo che i figli sono cresciuti onesti, senza grilli per la testa.
Lorenza, sua moglie donna energica, simpatica e molto sbrigativa nei modi, ha fatto miracoli per crescere la famiglia ed occuparsi del lavoro mentre lui viaggiava per comprare pietre preziose in giro per il mondo.
Eccola lì, con due clienti, a mostrare gli ultimi lavori di Mauro, il primogenito: trentadue anni, una moglie splendida e un figlio riccioluto che sembra un piccolo diavolo.
Mauro è un artista, affascinante, con una voce che scalda quando lo ascolti parlare: due anni prima aveva vinto un premio mondiale ad Anversa con la collezione "Bright Dawn".
Claudio ricorda che aveva pianto di gioia.
Poi c’è Stefano, venticinque anni, quattro lingue parlate perfettamente, laurea con lode. Biondo, occhi magnetici, aveva lasciato alle spalle molti cuori infranti, preferiva il lavoro.
Stefano, ha preso il suo posto nei viaggi. È in gamba, determinato, brillante e da poco era tornato dal Brasile dove aveva firmato un contratto molto vantaggioso comprando degli smeraldi purissimi.
Che gioia e che soddisfazione.
Claudio li guarda tutti. Ha avuto il meglio: anni di serenità, lavoro, amore, qualche dolore come tutti, ma una vita piena.
E ora deve prepararli.
Non oggi.
Non subito.
Prima vuole portarli in Puglia, una settimana insieme, un’escursione in Grecia. Una sorpresa. Un ultimo regalo.
Li guiderà verso la serenità. Poi parlerà.
Tre giorni prima:
«Mi dispiace, Claudio…» Mattia, il suo medico e amico dai tempi dell’università, non riesce a nascondere l’emozione.
«Capisco, Mattia. È un bel colpo.» Claudio guarda le analisi. "Leucemia mieloide acuta."
La peggiore.
Sei mesi di vita ancora.
«Ci sono nuove tecniche, potremmo tentare…» La voce del medico trema.
«Mattia, sono sei mesi di vita. Forse.»
Silenzio.
«Il problema non sono io. È la mia famiglia. Devo prepararli. Devo far sì che non cadano nel dolore. Tu sai quanto ci amiamo.»
Mattia gli posa una mano sulla spalla. «Dovrai ricoverarti presto. anzi subito.»
«Dammi due o tre settimane. Inventerò una scusa: stanchezza, esaurimento. Ma niente chemio. Ti prego.»
Si abbracciano. Due amici che sanno già tutto, senza dirlo.
Claudio torna al presente. Li guarda tutti nel negozio, ognuno al proprio posto. Respira. Sorride. La mano sulla maniglia.
Oggi annuncerà il viaggio. Durante quel viaggio troverà le parole. Li guiderà verso la felicità, verso la serenità, verso l’accettazione.
Poi parlerà del suo cammino. Di quel futuro diverso che lo aspetta.
La porta si apre. Claudio entra, felice, e va incontro alla moglie.
«Buongiorno a tutti…»
UN PENSIERO DOLCE E TRISTE:
*Ci sono verità che non si possono dire subito. Non per paura, ma per amore. A volte l’ultimo gesto di un padre non è restare, ma preparare chi ama a camminare senza di lui. E in quel gesto - silenzioso, immenso - c’è tutta la sua vita.*
Giampaolo Daccò Scaglione
**Dedica conclusiva della serie:
Sentimenti ed Emozioni dell’Anima**
Ci sono storie che non si scrivono: accadono. Sono i ricordi che tornano quando meno te lo aspetti, le persone che hai amato e che ti hanno cambiato, i luoghi che hai attraversato, le attese, le perdite, le rinascite, le luci e le ombre che fanno di noi ciò che siamo.
Sono storie che non finiscono quando chiudi la pagina. Restano negli occhi, nelle mani, nei gesti che fai senza pensarci. Restano nei silenzi, nei ricordi che tornano quando la casa è quieta, nei nomi che non pronunci più ma che continuano a vivere dentro di te.
Questa serie è un viaggio dentro l’anima: la tua, la mia, quella di chi legge. Un viaggio fatto di fragilità, di coraggio, di dolcezza, di verità che fanno male e di verità che salvano.
Nascono da un’emozione che non voleva essere dimenticata. Da un dolore che cercava una forma. Da una luce che voleva tornare a brillare.
Se qualcosa, anche solo una frase, ha toccato il cuore di chi ha letto, allora tutto questo ha avuto senso.
Perché i sentimenti non finiscono, non chiedono di essere capiti: chiedono solo di essere ascoltati. Loro cambiano forma, cambiano voce, cambiano casa.
Continuano a vivere in noi, come una luce che non si spegne. E quando li ascolti davvero, scopri che non fanno male. Fanno strada.
Grazie per aver camminato qui dentro.
Alla prossima serie.
Giampaolo.









