"Non tutti hanno il coraggio di essere se stessi fino in fondo,
ma esserlo è il solo modo di vivere la propria vita."
*LA RECITA*
"Il primo racconto forse, non è per tutti, il tema può apparire fastidioso per alcuni, incomprensibile per altri. Una storia che parla di un amore non stabilito da chi crede che la normalità sia una sola. Eppure in questa c’è tanta sensibilità ed emozione da far comprendere che l’amore è universale e spesso, molti recitano una parte che si addice loro, rifiutando la propria natura per paura. Ecco a volte gli uomini sono così, la paura di mostrarsi per quello che sono o il timore di esprimere ciò che nascondono dentro di sé e questo vale per ogni uomo, per ogni tipo di uomo."
*A volte basta poco e aprire le proprie emozioni a chi ci ama.*
L'insegnante volta le spalle alla platea vuota, il suo sguardo è sugli allievi seduti per terra davanti a lui, poi alza leggermente il capo verso lo sfondo nero, chiuso da tendaggi rossi e pesanti.
In silenzio scruta i suoi giovani studenti, uno ad uno negli occhi, sta osservando i loro invisibili gesti delle mani, della bocca, delle posizioni del corpo, rivelando di ognuno, il proprio carattere, la sensazione d'attesa, il sentimento suscitato in quell'istante dai suoi occhi azzurri, quasi magici puntati su di loro.
L'insegnate, alto bello, dai capelli ricci e brizzolati, grande doppiatore, attore e soggettista questa volta sorride loro, nell'aria si respira già un clima più disteso ed i gesti o i segni che gli allievi mostrano ora, sono di rilassamento e di curiosità, mentre sente la sua voce quasi baritonale rimbombare nel teatro vuoto, prossimo per un loro esperimento di recitazione:
Ora lo sguardo dell'insegnante si posa su quello di un ragazzo seduto alla sua destra, un giovane bellissimo dagli occhi verdi, intelligenti e dal ciuffo ribelle, il ragazzo che aveva avuto già plausi durante alcune prove nel corso dell'anno e che, indubbiamente era quello più dotato come attore. Dentro di se, il professore prova un brivido, si è rivisto in quel giovane, se stesso vent'anni prima e per lui era scattata l'attrazione mai esibita verso quegli occhi verdi.
Un piccolo segreto, un'altra recita.
Il professore guarda l'allieva biondina seduta accanto ad un giovane barbuto, la ragazza sente un brivido e pensa già che le domanderà qualcosa.
Infatti lui le rivolge lo sguardo e con un sorriso impercettibile le chiede qual è la sua finzione, se c'è, nella sua giovane vita.
chiede lui abbassando gli occhi su un libro appoggiato nel leggio davanti a se.
L'insegnante sorride guardando tutti anche immaginando anche se stesso, percepisce quello del giovane dagli occhi verdi.
Brusii di approvazione, lui intanto domanda le stesse cose a vari studenti, ma la sua intenzione è poi di chiedere al ragazzo dagli occhi verdi qual è il suo ruolo, sente che quel giovane abbia dentro di più di quel che espone verso gli altri, finalmente la domanda di turno arriva allo studente seduto alla sua destra.
Il giovane si alza ed osserva tutti i suoi colleghi che lo fissano incuriositi, Bruno è davvero un bel ragazzo, è diventato un ottimo interprete di vari ruoli affidatigli in questi tre anni di studio.
Alza il volto verso l'insegnante, i suoi occhi di mare incontrano quelli dell'altro, impercettibilmente arrossisce ed il cuore incomincia a battergli più forte.
L'insegnate sorride di nascosto mettendo la mano davanti alla bocca, ha capito che stava confessando la sua vita ma recitandola in modo quasi drammatico e sofferto, ne era sicuro, lo era sempre stato su quel giovane: sarebbe stato in futuro, un grande attore di successo grazie alle sua capacità interpretative e grazie ai suoi sentimenti interiori vissuti con passione.
Un applauso dai suoi colleghi, lui si siede arrossendo un poco ma con lo sguardo di nuovo posato sul professore. L'insegnante non lo sta guardando in quel momento, ma qualcosa di magico, un filo invisibile si è creato tra loro ed entrambi ne sono ormai consapevoli.
Bruno ha confessato inconsciamente qualcosa che ancora non lo aveva fatto con se stesso.
L'amore.
L'insegnante ha percepito questo verso di lui, lo sentiva già da tanto tempo, ma non era ancora il momento adatto per le confessioni fino ad oggi.
Provenienti dal suo cuore, pronuncia lentamente ora, le parole gli escono dalla bocca con un tono pacato quasi dolce.
Per un attimo l'insegnante fissa il volto di Bruno e con un sorriso si rivolge poi a tutti i presenti che in quell'attimo, nessuno di loro ha colto quella scia di sentimenti che è balenata tra di loro due.
Le stelle viste da quel terrazzo sembrano immense nel blu del cielo, sotto le luci di auto e lampioni della metropoli, disegnano una scacchiera sfavillante, mentre da quell'attico il rumore della città arriva ovattato quasi cullando le persone.
Bruno e l'insegnate sono seduti su un divano tra i fiori del terrazzo della casa di quest'ultimo, uniti con le mani e gli occhi rivolti verso le stelle.
Finalmente la recita di oggi è finita e quel sentimento importante che è l'Amore è uscito dai loro cuori.
LA PORTA VERSO LA SECONDA STORIA:
Il silenzio del terrazzo avvolge Bruno e l’insegnante come un sipario che si chiude lentamente. Le loro mani intrecciate non tremano più, e il cielo sopra di loro sembra più vicino, come se le stelle avessero ascoltato ogni parola detta e non detta.
La città continua a muoversi sotto di loro, ignara, ma in quell’attico sospeso tra il buio e la luce qualcosa è cambiato. La recita è finita. Le maschere sono cadute. E ciò che resta è un sentimento che non ha bisogno di applausi.
Ma mentre il professore osserva il giovane accanto a sé, sente che questa storia - la loro storia - non è l’unica che merita di essere raccontata. Perché dietro ogni uomo che trova il coraggio di mostrarsi, ce n’è un altro che ancora si nasconde. Un altro che aspetta. Un altro che teme. Un altro che sente, ma non sa come dirlo.
E così, mentre la notte avanza e il vento muove appena le foglie del terrazzo, l’insegnante capisce che questo è solo l’inizio. Che oltre quella porta, oltre quel sipario, ci sono altre vite, altri cuori, altri uomini che recitano ruoli che non gli appartengono.
E che uno di loro - il prossimo - sta già bussando.
Giampaolo Daccò Scaglione








