*Mr. CEPS & BORG -
IL GIORNO IN CUI IL LEGNO SI OFFESE*
Tutto cominciò il giorno in cui Mr Ceps si offese. A sentirlo così, sembra il nome di un nobile inglese o di un architetto famoso.
In realtà, Mr Ceps era un ceppo di noce destinato a diventare un tavolo importante: serio, orgoglioso e - come molti ceppi di noce - terribilmente permaloso.
Già quando fu portato in una grande e falegnameria multinazionale, il ceppo - che pensava davvero di chiamarsi Mr Ceps - ebbe un mezzo coccolone.
Aveva sentito dire che sarebbe diventato un mobile per una famiglia nobile inglese.
Invece si era ritrovato in Svezia, nella gigantesca fabbrica della Ikoo, piena di macchinari, cataloghi spessi come vocabolari e operai che parlavano troppo.
E fu proprio lì che accadde l’irreparabile.
Due operai, senza alcun riguardo per la sua sensibilità, commentarono:
«Questi legnacci… li segheranno per montarli in sette minuti.»
«Eh sì, ormai è tutto così: taglia, incolla, vite, finito.»
Giammai.
LUI?
Mr Ceps, destinato alla gloria, ridotto a una “cosa” da montare in sette minuti?
L’indignazione gli salì dal midollo fino alla corteccia. E con un moto di rabbia così potente da sembrare un piccolo terremoto, si diede una girata da solo. Rotolò di lato, perse l’equilibrio e cadde dritto sul piede di un operaio.
L’operaio urlò. Il sacco di segatura che aveva in mano volò in aria. E la segatura, come neve di bosco, piovve addosso a due architetti che proprio in quel momento stavano entrando nel laboratorio.
Fu in quell’istante - preciso, inconfondibile - che il mondo capì una cosa:
*Il legno si era offeso.*
Mr Ceps non perse tempo: rotolò fuori dalla fabbrica Ikoo, convinto di essersi finalmente liberato.
Non sapeva - e questo è il bello - che stava andando dritto verso la bottega dei tre falegnami che collaboravano con la Foo, la falegnameria tradizionale del borgo.
Una bottega che, per arrotondare, ogni tanto lavorava anche per la Ikoo.
In pratica, senza saperlo, Mr Ceps stava tornando esattamente nel posto da cui era scappato.
Episodio 1 - "La Grande Disputa dei Falegnami"
La mattina dopo la sua fuga dalla Ikoo, Mr Ceps rotolò fino a fermarsi davanti alla bottega dei tre fratelli falegnami: Sven, Svan e Svon Andersson.
Tre nomi quasi identici, tre caratteri completamente diversi, e una sola certezza: non erano mai d’accordo su niente.
Quando Sven aprì la porta, si trovò davanti un ceppo di noce immobile, come se li stesse aspettando.
«E questo cos’è?» chiese, grattandosi la barba.
«Mah… sembra un tronco» disse Svan, che vedeva tronchi ovunque.
«No, è un pezzo di… di… boh» aggiunse Svon, che non aveva ancora finito il caffè e quindi non era in grado di identificare neanche una sedia.
I tre si misero a girargli intorno come archeologi davanti a un reperto misterioso.
«È faggio!»
«No, è pino!»
«Ma no, è… legno!»
La discussione stava già degenerando quando, dalla stanza accanto, arrivò Bork, il cane della bottega. Un cane tranquillo, saggio, con un fiuto infallibile per il legno buono.
Bork si avvicinò, annusò Mr Ceps con aria professionale, fece un piccolo starnuto di approvazione e abbaiò:
«WOOF BOOF!» (che nella lingua dei cani falegnami significa: “È noce, sveglioni.”)
I tre fratelli si guardarono.
«Ha detto… noce?»
«Sì, secondo me sì.»
«Bork non sbaglia mai.»
Mr Ceps, che fino a quel momento era rimasto immobile per dignità, sentì un’ondata di sollievo. Finalmente qualcuno lo aveva riconosciuto per quello che era: un noce importante, non un legnaccio qualsiasi.
Bork gli si sedette accanto, come a dire: “Tranquillo, qui ti capisco io.” E tra i due nacque un’alleanza immediata.
Proprio in quel momento, però, la porta della bottega si spalancò. Entrò Mikael della Ikoo, con il suo metro laser, il catalogo spesso come un’enciclopedia e l’aria di chi sta per dire qualcosa di spiacevole.
Appena vide il ceppo, sgranò gli occhi.
«Ma questo… questo non è registrato nei nostri sistemi!»
«È arrivato da solo» disse Sven.
«Lo ha portato il vento» aggiunse Svan.
«O il destino» concluse Svon, che era il più poetico dei tre.
Mikael della Ikoo si avvicinò, sospettoso.
«Questo ceppo… non è un ceppo qualunque. È materiale di prima scelta. E se è qui, vuol dire che qualcuno ha sbagliato. O peggio… che è scappato.»
Mr Ceps trattenne il respiro (per quanto un ceppo possa trattenere il respiro).
Bork ringhiò piano.
Sven, Svan e Svon si guardarono.
Era chiaro che stava per iniziare la prima grande disputa della loro settimana.
E fu così che, senza volerlo, Mr Ceps divenne il centro della più assurda discussione artigianale che la bottega avesse mai visto.
Fine del 1° Episodio e se reggete domani arriva il secondo o forse dopodomani? Mah
Giampaolo Daccò Scaglione


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