Prologo:
"La mattina seguente, nella bottega dei tre fratelli, scoppiò il caos. Ma non un caos qualsiasi, l'unica cosa è capire il perché sia successo e che tipo di caos sia."
Episodio 2 - La Brugola Scomparsa
(ovvero: dimostrazione pratica di quanto gli umani siano scemi)
Sven cercava una brugola.
Svan diceva di averla vista.
Svon giurava di non averla toccata.
E Bork li guardava come si guarda un gruppo di turisti persi nel bosco.
*La brugola, ovviamente, era sotto una tazza, che era sotto un giornale, che era sotto un tagliere, che era sotto un panino, che era sotto… il gomito di Svon. Ma nessuno lo notava.*
Le teorie assurde dei fratelli (ovvero: perché gli umani sono scemi):
Prima ancora di cercare seriamente la brugola, i tre fratelli iniziarono a discutere se i pezzi di legno potessero parlare.
Svan, con aria serissima, dichiarò:
«Nonna Gertude mi ha sempre detto che gli alberi parlano. E anche i pezzi di legno. Io ci credo.»
Sven lo guardò come si guarda un mobile montato al contrario.
«E lei come lo sapeva?»
Svan si gonfiò il petto.
«Gliel’ho chiesto io: “Nonna, ma parlano come Pinocchio?”»
Svan ricordò perfettamente la scena: Nonna Gertude, che non aveva mai sentito nominare Pinocchio, gli aveva tirato una sonora orecchiata e aveva detto:
«Non dire bugie! Io non conosco nessun Pinocchio! E se continui così ti si allunga il naso!»
Sven sbuffò.
«Nonno Sigfrid diceva che parlavano solo le oche dello stagno. Perché le galline erano stupide.»
Svon, che fino a quel momento era rimasto in silenzio, intervenne con aria nostalgica:
«Zio Björn mi raccontò che parlavano solo l’erba e i fiori… ma solo quando nessuno li vedeva.»
I due fratelli lo guardarono come se avesse detto una cosa profondissima.
Poi Svon aggiunse:
«Però poi zia Katrine - sua moglie - gli diede uno schiaffo e disse: “Ma che dici al bambino? Lo sai che parlano solo i funghi del bosco!”»
Silenzio. I tre fratelli annuirono, convinti di aver raggiunto una verità universale.
Il punto di vista di Bork:
Bork li osservava con una pietà infinita.
Li guardò uno per uno, poi guardò Mr Ceps, poi di nuovo gli umani.
E nella sua testa di cane falegname formulò un pensiero molto chiaro:
“L’uomo nasce da un esperimento di acqua e terra… ma il cervello gliel’ha dato una scimmia di passaggio.”
Sbuffò. Si sdraiò. Appoggiò il muso sulle zampe.
E mentre i tre fratelli, convintissimi, si preparavano a interrogare un ceppo, Bork pensò che forse era meglio non intervenire. Perché certe cose… bisogna lasciarle andare.
L’interrogatorio al ceppo:
Sven si mise davanti a Mr Ceps:
«Ceppo, dove hai messo la brugola?»
Svan: «Parla!»
Svon: «Dai, non fare il timido.»
Mr Ceps rimase immobile. Per dignità. E per incredulità.
Bork si coprì gli occhi con una zampa.
Il cane risolve tutto in tre secondi
Bork si alzò, sbuffò, andò verso il tavolo, spostò con la zampa:
- il panino
- il tagliere
- il giornale
- la tazza
- e il gomito di Svon
E tirò fuori la brugola.
La posò davanti a tutti.
Poi li guardò con l’espressione universale del cane che pensa:
“Ma siete scemi o cosa?”
I tre fratelli esplosero in un coro:
«Ah eccola!»
«L’avevo vista!»
«L’avevo detto!»
Mr Ceps fece un piccolo Crick di risata trattenuta.
Finale del secondo episodio:
Bork tornò accanto a Mr Ceps. Gli diede una leccatina affettuosa. Mr Ceps rispose con un Crrieck di complicità.
Gli umani, intanto, discutevano su chi avesse ragione.
Spoiler: nessuno.
Giampaolo Daccò Scaglione

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