domenica 1 marzo 2026

*QUELLO CHE GLI UOMINI SENTONO* : "ANDARE VIA DA TE" (Ultima storia della serie)

"Ci sono addii che non si gridano: si sussurrano tra un respiro e l’altro, mentre il cuore capisce ciò che la mente rifiuta. E quando la persona che ami decide di andare via, l’unica cosa che puoi fare è restare fermo a guardare la sua ombra allontanarsi, finché non diventa buio."



"ANDARE VIA DA TE"

Vedo la tua figura allontanarsi. Sei scesa dall’auto pochi istanti fa e ora cammini davanti a me, i passi che si fanno sempre più piccoli, sempre più lontani.

La strada è bagnata dalla pioggia che ha smesso da poco. Le luci dei lampioni allungano la tua ombra, la deformano, la sbiadiscono, finché non diventi solo una sagoma scura che scompare dietro l’angolo.

Non è il tergicristallo appannato a impedirmi di vedere. Sono i miei occhi. Le lacrime.

Appoggio la fronte sul volante e lascio uscire il pianto. Aspetto che il dolore si calmi, che il cuore rallenti, che le mani smettano di tremare. Devo riuscire a guidare. Devo tornare a casa.

Eppure non sembrava dovesse finire così. Non sembrava dovesse finire adesso. Ma questa sera, anche se avrei dovuto capirlo, non riesco ancora a crederci.

- Mi dispiace. Non possiamo andare avanti così… -

- Non puoi farlo. Non puoi buttare tre anni così. Io ti amo ancora. Forse più di prima. -

- Io no. Ti amavo. Ti voglio bene, ma… non è più come prima. -

La mazzata arriva precisa, pulita, come lei voleva: colpire al cuore, senza trascinare nulla.

- Come puoi essere così crudele? -

- Crudele? Ti sto dicendo la verità. La poesia è finita. La passione anche. Non riesco più a vederti come la mia metà. Mi dispiace. -

- C’è un’altra persona. -

Non era una domanda. Era una certezza.

- Che importanza ha? Non ti amo più. Ti voglio bene, sì. E sto soffrendo anch’io. Non pensare che non ricordi tutto quello che siamo stati… Ma dentro di me è successo qualcosa. -

Le sue dita sfiorano le mie lacrime.

- Ti prego, non fare così. -

- Non toccarmi. E cosa dovrei fare? Ringraziarti? Come fai a essere così cattiva? -

- Non sono cattiva. Ma non posso continuare. Non è più ciò che voglio. -

- Dove ho sbagliato? -

Il silenzio cade tra noi. E dentro quel silenzio scorrono tre anni interi.

La libreria in Piazza del Duomo. Il teatro. La terrazza. Gli amici. Il bacio in auto. Le lenzuola bianche. Le colazioni. Le passeggiate. La vita.

Forse abbiamo vissuto troppo in troppo poco tempo. Forse lei si è stancata mentre io continuavo a sognare.

- Non hai sbagliato in nulla. Era tutto perfetto. Forse troppo. E questo… mi ha allontanato. - I suoi occhi sono lucidi, ma determinati. - Non posso mentirti. Ho conosciuto un’altra persona. È nato qualcosa. Ma non… non importa. Non mi crederai mai. -

- Ti crederò. -

E lo penso davvero.

- Non ti ho mai tradito. Solo qualche bacio. Ho aspettato di dirtelo. Non avrei fatto altro finché non fosse stato tutto chiaro. -

- Grazie. - La parola mi esce strozzata. - Ora vai. Non riesco più ad ascoltarti. Non voglio che mi vedi piangere. -

La sua mano sfiora i miei capelli. Sento che piange anche lei. Gli addii fanno male a tutti, anche a chi li provoca.

La sua bocca sfiora la mia guancia. Un ultimo bacio, appena un soffio.

- Mi hai dato molto. Resterai nel mio cuore. Non lo meritavi. Ma forse era destino. Sei una persona speciale. Non cambiare mai. -

Annuisco. Non riesco più a guardarla.

- Verrò a prendere le mie cose quando non ci sarai. Lascio le chiavi in portineria. Mi dispiace, amore… -

- Vai. Ti prego. Voglio andare a casa. -

Un’ultima carezza. L’ultimo regalo.

La portiera si chiude. E lei si allontana.

Ora sono qui, davanti alla strada bagnata. La sera è più scura, le luci più fioche. È ora di tornare a casa. Lontano da te. Per ricominciare.

Accendo il motore. Riparto.

E so che in quel parcheggio ho lasciato per sempre il ricordo di questa sera. Del tuo addio. Del tuo andare via da me.

Per sempre.

"Ci sono amori che non si salvano, ma che ci salvano comunque. Perché ci insegnano a cadere senza romperci, a piangere senza vergogna, a ricominciare senza paura. E quando la persona che amavamo se ne va, non porta via tutto: lascia uno spazio che un giorno diventerà un nuovo modo di vivere."


Epilogo finale della serie: “Quello che gli uomini sentono”

"Gli uomini non parlano spesso dei loro sentimenti. Non perché non li provino, ma perché non sanno dove metterli, come spiegarli, come farli uscire senza sentirsi fragili. Questa serie è un luogo sicuro: un posto dove le emozioni non devono essere nascoste, dove la vulnerabilità non è debolezza, dove il dolore non è vergogna."

*Se leggendo queste storie qualcuno si è riconosciuto, anche solo per un istante, allora tutto questo ha avuto senso. Perché gli uomini sentono. Sentono sempre. E quando trovano il coraggio di dirlo, anche solo in silenzio, qualcosa dentro di loro si libera.*

Giampaolo Daccò Scaglione

 

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