martedì 24 marzo 2015

Più forte dell'amore



Il profumo di salsedine invade l'aria mentre un vento leggero e tiepido scalda tutto attorno. Onde verdi ed azzurre solcano quel mare limpido mentre un sole caldo di tarda mattina, riflette i suoi raggi su quell'immensa distesa.
Johannes non sa da quanto tempo è lì, fermo a guardare le barche all'orizzonte, ma non gli importa, tempo ne ha, a casa non lo aspetta nessuno se non i suoi cani e la signora Helga che si occupa di lui ormai da qualche anno.
Johannes ha quasi novant'anni, eppure sia gli occhi vispi che il cuore sono da ragazzino, sente che la vita è ancora piena dentro di se nonostante il corpo, spesso non risponde più ai suoi impulsi di correre, di cantare a voce alta, di giocare con i ragazzi del paese, di andare solo in barca...
Quasi tutti i giorni, da quando in quel paese del nord Europa il sole comincia a splendere, si reca al mare oppure se ne sta sul piccolo promontorio dove c'è la sua casa di legno, dipinta di azzurro e bianco, dove all'ingresso ci sono aiuole fiorite di erica e dietro il suo piccolo orto... E ricorda.
Ricorda la sua vita ed ogni giorno qualcosa di nuovo si affaccia nella sua mente tranne una, una che è sempre stata nel suo animo e nel cuore forse da quando ha avuto i primi ricordi, una persona che ha perso solo pochi mesi prima: Bjorn.
Si erano conosciuti a soli quattro anni nella scuola materna di Halvorfjord, un piccolo paese sul mare del Nord, erano talmente simili che spesso li scambiavano per gemelli: biondi, occhi azzurri, lentiggini sul naso all'insù e la bocca carnosa, che diventava rossa dopo aver corso e giocato tanto. 
Poi in classe alle primarie con il maestro Ulvajeson dove si divertivano a combinarne sempre qualcuna a suo discapito. E si ritrovarono pure nella stessa classe nelle secondarie, poco prima della grande guerra e tutti i compagni li chiamavano i gemelli.
Johannes e Bjorn, una grande amicizia, sembravano inseparabili, tant'è che molti incominciarono a insinuare altre cose più maliziose sul loro conto ma, ovviamente non mai ascoltate o dato peso.
Le loro famiglie erano amiche grazie ai due ragazzi e spesso si ritrovavano a passare i week end insieme sull'isola Skjorland ed intanto i venti di guerra si avvicinavano sempre di più e la paura serpeggiò fra tutti.
Bjorn e la sua famiglia si trasferirono a Norkopping dove sembrava fosse meno pericoloso quando nel 1939 la guerra scoppiò, mentre con dolore nel cuore Johannes dovette rimanere con i suoi nel paese natio. La loro corrispondenza epistolare fu tanto intensa che i genitori di entrambi si preoccuparono davvero, il sentimento che li univa fosse più di una semplice amicizia... Eppure era quella, un'amicizia che oltrepassava l'amore fisico, una fratellanza e comunione che pochi nella loro vita avrebbero potuto comprende e capire.
La guerra finì, si ritrovarono qualche anno dopo all'Università di Stockholm, facoltà diverse ma studiavano insieme. Bjorn diede la notizia a Johannes in una piovosa giornata di aprile, si era fidanzato con Agnetha. In quel momento fu felice davvero e così quando la conobbe, comprese che la bella ragazza dai capelli biondissimi fosse dolce e molto intelligente da non ostacolare quella loro amicizia intensa, anzi fu lei che li spronò coltivarla.
Johannes, nel tempo ebbe tre ragazze con cui iniziò delle relazioni e mentre Bjorn ed Agnetha si sposarono ed ebbero i primi tre figli, lui passava in queste avventure dove la donna di turno, chissà per quale meccanismo inconscio, incominciava ad ingelosirsi dell'amicizia tra i due uomini cercando di ostacolarla se non dividerla e nonostante Agnetha cercava di far capire che fosse solo amicizia, finiva tutto.
Bjorn non capiva il perché molte donne, cercavano di dividere invece che unirsi a quel bellissimo sentimento, la gelosia e la mancanza di fiducia era per lui incomprensibile, avendo sposato una donna speciale.
Johannes, dopo alcuni tentativi decise di andarsene lontano, per lavoro ma per cercare la sua strada in amore, senza mai smettere di sentirsi al telefono tutti i giorni con Bjorn.
Hanna, Dagmar, Helena, Suzanne. Gloria, Terese e tante altre passarono nella sua vita come passarono Copenaghen, London, Berlin, Den Haag e di nuovo Stockholm, sedi per vivere e lavorare, mentre la sua carriera di ricercatore di fauna marina saliva sempre di più ai vertici ma nel suo cuore c'era Bjorn.
A cinquant'anni decise di ritornare definitivamente ad Halvorfjord nella sua vecchia casa, i genitori erano morti da tempo e con lui venne la sua governante dell'ultima sua abitazione a Den Haag, una giovane donna molto materna e simpatica. 
Il suo lavoro gli permetteva di viaggiare ogni tanto ma soprattutto di ritornare alle sue origini, in quella casa bianca e azzurra sul piccolo promontorio di fronte al mare e di stare vicino a Bjorn ed Agnetha ed i loro cinque figli ormai grandi.
Nel corso degli anni, partecipò a matrimoni di quei ragazzi alle nascite di figli e nipoti... Una vita quasi non sua, eppure gli bastava, si era rassegnato a non avere una moglie, una famiglia perché la sua vera famiglia erano loro, fin da piccolo.
Agnetha se ne andò per sempre quindici anni prima e Bjorn restò solo senza la sua donna speciale attorniato dai suoi figli e nipoti che ogni tanto dalle loro città di residenza, passavano a fargli visita, da quel momento i due uomini si ritrovarono inseparabili come quando si erano conosciuti tanti anni prima in quell'asilo pieno di bimbi, fiori e profumi, dove tutti li chiamavano i gemelli.
Passarono ancora molti anni e Bjorn era ormai prossimo alla fine, l'ultimo giorno, come se lo sentisse, chiese a due dei figli presenti di fargli passare il pomeriggio da solo con Johannes sul promontorio davanti al mare.
I due erano seduti nel giardino, sulle poltrone comode con in mezzo un tavolino di legno e sopra bibite e qualche cibo soffice e leggero. Helga rimaneva poco lontana per non disturbare, mentre i gabbiani sotto il sole e nel cielo azzurro sembravano cantare una sinfonia triste, quasi d'addio.
Johannes non parlava, sentiva che quello era l'ultimo giorno trascorso insieme e che la malattia del suo fratello-amico se lo stava portando via.
"Che pensi?" gli disse con un filo di voce l'altro voltandosi a guardarlo in viso. Johannes si girò a sua volta fissandolo negli occhi così simili ai suoi, aveva sempre notato la somiglianza tra i due ma invecchiando quasi si potevano scambiare l'uno per l'altro.
"Sto pensando che potremmo essere gemelli, più ci penso più trovo che siamo simili..."
"E...?" fece l'altro sorridendo.
"E... Chissà magari in qualche altra vita o altro mondo lo eravamo davvero..." e volse lo sguardo verso il mare preoccupato.
"Non ci pensare, vado via solo per primo e magari per poco..." Johannes si rigirò a fissarlo... "No aspetta.... Non dire nulla fammi parlare Jo. Io ti ho sempre considerato mio fratello indipendentemente da tutto, ti considero tutt'ora e sono felice che tu sia qui con me, con me fino alla fine. Ti ho voluto bene ed amato fin da quel giorno in cui ci siamo conosciuti, certo un amore diverso da quello per la mia Agnetha, ma non so se senza di te sarei potuto andare avanti dopo..."
La mano di Johannes prese quella di Bjorn, Helga vedeva la scena da lontano, si commosse per  quel gesto.
"Bjorn, credo che l'amicizia molto spesso superi l'amore e noi due ne siamo l'esempio e mi ritengo fortunato averla vissuta. Guarda il mare, il sole, i gabbiani e le nostre case alle spalle, hanno sempre fatto parte e sono tuttt'ora parte di noi, i tuoi figli sono miei figli ed i tuoi nipoti lo stesso..."
"Mi dispiace che tu non abbia avuto la fortuna di una donna intelligente e dei figli come i miei, forse la tua vita sarebbe stata più piena..." Johannes sorrise a quelle parole.
"Ormai è passato tutto, se magari avessi avuto loro in un certo senso avrei perso te, voi... Era destino forse. Ma avendo avuto il mio fratello-amico, ho avuto tutto..."
"Grazie, ti voglio bene."
"Anch'io Bjorn ma..." si mette seduto e ridendo gli rispose "Guarda che comunque dove sono stato mi sono dato da fare e qualcuna fisicamente mi rimpiangerà di sicuro..."
Scoppiarono a ridere insieme, poi Johannes sentendo l'aria farsi più fredda, aiutò Bjorn ad alzarsi ed inseme raggiunsero la casa di quest'ultimo. Un forte abbraccio strinse i due uomini mentre Bjorn sentiva le lacrime dell'altro sul suo collo.
Bjorn se ne andò nel sonno la notte stessa, finalmente raggiunse Agnetha, ma Johannes fu sicuro che l'ultimo pensiero fu per lui, per il suo fratello-amico.
Una voce dolce richiama il vecchio davanti al mare, Helga lo stava avvertendo che il pranzo erà quasi pronto in tavola. Johannes fissa il mare blu e torna sui suoi passi.
"Aspettami Bjorn, non mancherà ancora molto e finalmente ci rivedremo..." La porta si chiude alle sue spalle, fuori lo stridio di un gabbiano passato sopra la casa, sembra dire "Ci sarò, sono qui in attesa".

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