domenica 18 ottobre 2026

"CHISSÀ SE CI RITROVEREMO"


"CHISSÀ SE CI RITROVEREMO"



I pensieri dal terrazzo e dall'auto

Antonio è sul terrazzo di casa, fiorito e bellissimo, a guardare il tramonto. Pensa a Margherita, a quando viveva con lui. Non era facile: si amavano, ma non lo sapevano ancora. Pensavano fosse solo una storia passeggera. 

Nel ricordo, Antonio si domanda:

«Amore mio, era facile da dire... Senza di te, Margherita, quando ero da solo non sapevo mai cosa fare. Tu eri tutto per me, ma allora non lo sapevo, e ogni giorno della settimana aveva il tuo nome. Poi, un giorno, ci siamo lasciati così, come due amici, come due persone che dovevano prendere due strade diverse. E l'ultima volta che ti ho vista, mi hai mandato un saluto dal terrazzo mentre salivi su un taxi».

In quello stesso momento, Margherita è in auto con un'amica, Silvia, con la quale è andata a fare alcune commissioni. Silvia è scesa un attimo e Margherita, rimasta da sola nell'abitacolo, ripensa ad Antonio. 

Anche lei si era sbagliata sui loro sentimenti. Ora, a distanza di un anno, pensa ancora a lui. Non lo ha più cercato per paura, o forse per il desiderio di farsi ritrovare, o chissà per quale altro motivo:

«Amore mio, Antonio caro... Insieme cercavamo di cambiare le cose in modo che non fossero sempre uguali e noiose, e invece tutto era già lì, tra noi, con noi. Caro, parlavamo delle nostre esigenze più intime e nascoste, tutto senza aver pudore, senza vergogna. E io pensavo fosse solo passione, e non amore come credevi tu. Quando sono andata via dalla tua vita, con quel mio ultimo saluto, ci siamo persi tra la folla nella città. E di te non ho saputo più niente».



Incroci a Sant'Ambrogio

Antonio scende in strada, prende l'auto e si avvia. Deve andare a ritirare un orologio e poi ha intenzione di cenare da solo in un nuovo ristorante che ha visto vicino alla zona di Sant'Ambrogio.

Nel frattempo, Silvia è risalita in auto accanto a Margherita. La vede pensierosa ma non le fa domande; le basta guardare nel pacchetto la gonna appena ritirata che aveva fatto sistemare dalla sarta per capire a chi sia rivolto il suo pensiero. Forse a lui.

Margherita e Silvia viaggiano in auto per le strade di Milano, mentre Antonio si trova davanti al negozio di orologi. Tutti e due, contemporaneamente, pensano alla stessa cosa:

«Chissà se ci ritroveremo un giorno, senza cercarci, così per caso... Come se il destino decidesse di farci una sorpresa. Riusciremo a dirci quanto ci siamo amati, cosa siamo stati noi per noi stessi? Che amore grande era il nostro? Sarebbe bello ritrovarsi in qualche stazione, su una spiaggia, davanti alle acque blu di un lago, o in un posto senza anima, deserto o senza cuore. Ritrovarsi con il viso di chi si trova lì per caso o forse per un errore, uno sbaglio. Chissà se riusciremo a trovarci».

Antonio esce dall'orefice, sale in auto e si dirige verso il ristorante. Il tramonto è quasi svanito nel crepuscolo, ma il suo pensiero verso Margherita resta lo stesso:

«Margherita, amore mio, vivevamo la nostra vita come la cosa più normale che ci sia, e io avevo il terrore che mi sarei stancato, o che ti saresti stancata tu. Oggi penso a cosa è rimasto di quelle notti d'amore, delle nostre passeggiate e del nostro osservare le stelle sul terrazzo di casa nostra. Di tutto quello che ci siamo detti».

Margherita saluta Silvia sul portone di casa, promettendo di vedersi l'indomani per colazione. Mentre l'amica scompare nell'ingresso, lei riparte con l'auto per le strade, solitamente trafficate, di Milano. Ma il suo pensiero è immobile, rivolto ad Antonio:

«Antonio, amore mio, ora non ho più paura come l'avevo allora. Paura di una realtà, la nostra, che col tempo poteva diventare banalità. Nella mia mente non c'è più l'insicurezza o la confusione sui miei sentimenti. Vedo chiaro, e sono sicura che non ci sarà nulla da perdonare o da dimenticare. Nemmeno questo grande errore di esserci lasciati».



Il bancomat dietro l'angolo

Antonio, scendendo al parcheggio poco distante dal ristorante, si accorge di aver dimenticato di prelevare dei contanti per il giorno dopo, necessari per pagare un corriere molto meticoloso. Scende dall'auto e va verso lo sportello di una filiale di banca, dall'altra parte della strada, proprio dietro l'angolo.

Margherita, ferma al semaforo, cerca nella borsa il rossetto e si ricorda che, una volta tornata a casa, dovrà pagare in contanti la sua domestica. Ripartendo, nota all'angolo della via lo sportello di una banca. Ferma l'auto in un parcheggio stranamente libero proprio di fronte, scende e si avvia per prelevare il denaro.

Nelle loro menti, i pensieri continuano a scorrere all'unisono:

«Chissà se ci ritroveremo, amore mio... È tanto che mi manchi. Forse domani avrò il coraggio di telefonarti e... Pensa che sarebbe bello vedersi così per caso su una strada, magari qui a Milano o in chissà quale altra città. Sarebbe bello rivedersi in una sera come questa, come se la vita in modo strano ci facesse incontrare, ora che siamo sul finire dell'estate. 

E vedendoci... Chissà cosa penserai, cosa proverai trovandoci con gli occhi negli occhi. Magari, con grande sorpresa, sedendoci a un bar parleremo un po' di noi, di come vanno le cose, dei nostri amici. All'inizio parleremo come due ex fidanzati, anche se sicuramente i nostri occhi parleranno d'amore... Guarderai le mie piccole rughe e penserai alla nostra età. Che buffo... Ci diremmo le nostre incertezze e...»

In quell'esatto istante, mentre lei si avvicina al bancomat, Antonio gira l'angolo con la carta in mano. I loro occhi si incontrano. Si scrutano increduli e, con un luccichio improvviso, il sorriso di entrambi si fa caldo. Antonio si avvicina di più a Margherita. Una lacrima scende sul volto di lei.

Il rosso del tramonto ha ormai lasciato il posto al blu della sera di fine estate, come una sera qualsiasi. A volte che strana la vita: basta una sera ancora calda, una dimenticanza, un piccolo e piacevole scherzo del destino, l'angolo di una via e...

«Chissà se ci ritroveremo, amore mio...»

Giampaolo Daccò Scaglione

 

 





 

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