giovedì 19 novembre 2015

DEDICATO A QUELLO SCONOSCIUTO CHIAMATO "ZERBINO"




Storia dedicata a "LO ZERBINO QUESTO SCONOSCIUTO
di Giampaolo Daccò 
(photo Nonciclopedia.wikia.com)



"Ah questo strano oggetto messo per caso ai piedi delle porte, usci, portoni ed entrate di case, palazzi, appartamenti, ville. Ah che oggetto strano chissà perché si trova proprio lì in ogni momento del giorno a volte ritirato nella notte perché si sa mai che sparisca.
Un coso un po' setosa più o meno alto o più o meno piccolo o grande, spesso color nocciola a volte fantasioso con le varie scritte "Welcome", "Benvenuto" e altro...
Ma che ci fa lì per terra nelle giornate di sole, di nebbia,di neve, di pioggia e di... Ecco... Forse trovata la spiegazione:
Spesso è messo fuori nelle giornate di pioggia ma a che serve? Forse a pulirsi i piedi umani o di animali domestici? Ma no che assurdità se servisse a questo le persone ospiti o facenti parte della casa e famiglia si pulirebbero le suole entrando quando c'è nebbia, piove, nevica o hanno fatto la corsa o il giro nel parco da soli o con i cani.
Altrimenti come potrebbero inzuppare, sporcare, inzaccherare il pavimento magari appena pulito dell'abitazione, ufficio ed altre strutture? Certo è colpa del padrone di casa o dei responsabili se le persone che entrano, camminano, se poi son figli e nipoti corrono, magari poi anche sul tappeto chiaro nel salotto, in modo lurido lasciando segni indelebili oppure non odorabili e cioè poco profumati per la casa. E che diamine la casa o l'edificio potrebbe essere anche meno lindo...
Questi zerbini inutili e non parlo di essere umani che forse sono ancora più numerosi, ma che ci faranno mai lì per terra se poi si sporcano? Meglio lasciarli puliti fanno più bella figura... Poi quelli all'entrata dei grandi palazzi storici, antichi, moderni, che tristezza vederli lì distesi insieme alla loro amica preferita la passatoia che di solito arrivano fino alla reception oppure agli ascensori... No non passateci sopra si macchierebbero specie se fuori si è appena scatenata la tempesta, meglio passare a fianco sul pavimento lucidissimo, pazienza se poi si cade scivolando, con una bella denuncia ai proprietari, alle società si risolve il problema della gamba rotta e tutto questo per colpa di questi zerbini che stanno malissimo se sporcati dalle suole inzuppate da fango, acqua e qualcos'altro di non meglio definito.
Che dire? Facciamo uno sciopero o una rivolta per questi antipatici ed inutili zerbini (mi rivolgo a quelli per terra non quelle persone che girano negli uffici o su altri posti di lavoro ovviamente)... Ma si facciamole e parole tristi come il "benvenuto" o "Welcome" scritto sopra via. Senza questi oggetti orripilanti si sta meglio anche se spesso ci si chiede perché il padrone di casa, il custode oppure l'impresa di pulizie imprecano e si arrabbiano... Forse odiano anche loro gli zerbini?
Mistero Nero.

mercoledì 18 novembre 2015

Esoterismo e Magia. Lezione n° 1: PIETRE E METALLI DEL SOLE



SOLE


DIAMANTE

   E' la pietra più dura tra quelle conosciute e, pur essendo sotto l'influenza del Sole è da considerarsi pressoché universale.
   Il Diamante è, generalmente, incolore, quindi espressione di una globalità che, se da una parte presuppone una validità generale, dall'altra sottintende un pericolo potenziale.
   Il diamante infatti va regalato a persone con un equilibrio stabile.

USO MAGICO

Protegge dal malocchio, favorisce i sogni lucidi e mantiene casti i pensieri. Se si porta un Diamante sul lato sinistro del corpo, o su un dito della mano sinistra: aiuta contro i nemici, elimina le influenze negative ed allontana le cattive fantasie.




ZAFFIRO GIALLO

   Chiamato anche Padmagara è una qualità di Zaffiro di varie otnalità di giallo. Può essere portato da tutti, indistintamente, ed è assai benefico in quanto aiuta a mantenere l'equilibrio ed il senno ed elimina le difficoltà.

USO MAGICO

Questa pietra preziosa diffon de la pace e la concordia, dona animo puro rivolto all'Entità Superiore o al proprio Dio, rafforza la mente e preserva lo spirito. Lo Zaffiro è gemma riservata ai saggi.




ORO

E' il minerale solare per antonomasia. Ottimo conduttore di energia, puro ed inattaccabile dagli acidi, prezioso elemento che aiuta i passaggi di energia con neutralità l'Oro è un minerale conosciuto fin dai tempi remoti. Per goderne appieno i benefici caratteri solari, l'Oro va portato a contatto con la pelle, preferibilmente sulle dita delle mani in quanto queste hanno la capacità di attivare e di scaricare le energie. Il problema di quale dito usare è legato alle condizioni astrologiche dell'individuo, alla sua salute e alle posizioni dei canali energetici che scorrono lungo le "punte" medesime. Generalizzando (il discorso vale per tutte le pietre che andrebbero montate sull'Oro) il mignolo o l'anulare della mano che si usa meno, sono le dita più ricettive in quanto sono meno grossolane.

USO MAGICO

L'Oro si presta molto per forgiare talismani del Sole




TOPAZIO

Minerale silicato dell'Alluminio e del Fluoro, abbastanza conosciuto, che trova largo impiego come pietra preziosa nelle varietà incolori e in quelle colorate in modo uniforme. Nel caso si tratta del topazio giallo.

USO MAGICO

E' un ottimo amuleto contro gli incubi notturni, si consiglia l'uso a chi soffre d'insonnia.

martedì 17 novembre 2015

NYX, LA DEA NOTTE


Notte o Nyx (in greco antico Nύξ, traslitterato in Nýx, "notte") è una delle divinità primordiali della mitologia greca.
Secondo la Teogonia di Esiodo, Notte era figlia di Caos, mentre nella cosmogonia orfica era figlia di Phanes; nelle FabulaeIgino la dice figlia di Caos e di Caligine[3]. Sempre secondo Esiodo, Notte era la personificazione della notte terrestre, in contrapposizione al fratello Erebo, che rappresentava la notte del mondo infernale. Era inoltre contrapposta ai suoi figli Etere (la luce) ed Emera (il giorno).
Notte era una delle divinità più antiche, e dimorava nell'Ade; secondo Omero, anche Zeus ne aveva paura.
Questa divinità fu ripresa nella mitologia romana con il nome di Nox

Figli di Notte

Notte fu madre di alcune delle altre divinità primordiali: secondo Esiodo (Teogonia) e Cicerone (De natura deorum), da suo fratello Erebo Notte ebbeEtere ed Emera; secondo Cicerone e Igino fu madre anche di Eros, sempre da Erebo; Bacchilide afferma invece che Emera la concepì con Crono[1].
Oltre a questi figli, le è attribuita la maternità anche di numerose altre figure della mitologia greca, perlopiù daimones (a volte detti "personificazioni"). Nella Teogonia, Esiodo dice che, senza controparte maschile, Notte da sola generò:
Anche Igino le attribuisce più o meno gli stessi figli, ma stavolta generati con Erebo:
Cicerone le attribuisce, sempre con Erebo:
  • Amor (Eros)
  • Dolus (Dolos)
  • Le esperidi
  • Fatum (Moros)
  • Fraus (Apate)
  • Gratia (Philotes)
  • Invidentia (Nemesi)
  • Labor (Ponos)
  • Metus (Fobos)
  • Miseria (Oizys)
  • Morbus (Nosos)
  • Mors (Tanato)
  • Le parche (moire)
  • Pertinacia
  • Querella (Momos)
  • Senectus (Geras)
  • Somnia (gli oneiroi)
  • Tenebrae (Keres)
Altre fonti le attribuiscono poi diversi altri figli: ad esempio, sia da Cicerone che nell'Argonautica Orphica è detta madre di UranoBacchilide (Frammento 1b) le attribuisce Ecate; la maternità delle erinni le viene attribuita da Eschilo (Le Eumenidi), Licofrone (Alessandra), Ovidio (Le metamorfosi) e Virgilio (Eneide). Nell'Eracle di Euripide è detta anche madre di Lissa, concepita quando venne a contatto col sangue che Urano perse quando venne evirato da Crono.
Dai romani era considerata anche madre di Erumna (Aerumna in latino), la dea dell'incertezza e dell'inquietudine, in costante compagnia del Dolore e del Timore.

L'INIZIO


L'INIZIO

"Ricordo quel tempo in cui il druidismo e lo sciamanesimo 
erano imperante tra i popoli
ed il culto della dea Madre e della Natura
regnavano con amore e magia sulla terra.
Con l'avvento del patriarcato e delle religioni monoteistiche
l'odio, il fanatismo e l'intolleranza
ne sono diventati padroni incontrastati.
Un giorno, spero che tutto ritorni come prima,
seguendo il filo logico della vita.

Felice di non appartenere al credo dell'odio e dell'intolleranza.

Giampaolo Daccò

(Photo Antelao)



martedì 3 novembre 2015

LE DUE PARTI


LE DUE PARTI


Com'è difficile capire qual'è l'angolo più oscuro e quello più chiaro di noi stessi.
Che cosa nascondiamo e che cosa mostriamo a tutti ma soprattutto al nostro io.
Ci è stato insegnato, nell'età più piccola dove siamo vulnerabili alle influenze di tutto ciò che ci circonda: persone, cose, parole, grazie anche ad una sotto cultura religiosa piena di pregiudizi e di alternate o confuse strade politicamente faziose, in base ai gusti di chi ci ha cresciuto, che la parte cattiva di tutto è la "sinistra" dove vive il male e la parte più bella è la "destra", dove c'è il bene.
Ci hanno educato al rispetto apparente delle cose, dimenticando che ognuno di noi ha la propria indole e che al primo momento ed alla prima occasione, la parte peggiore, si rivela non rispettando quell'insegnamento obbligato.
Si parla tanto dell'onestà e della sincerità, della generosità e del rispetto per il prossimo, dove tutti si autoproclamano "Sì, io sono così..." quando poi nella realtà le cose sono ben diverse.
A volte viene esaltata una "sincerità" che "sincerità" non è, ma solo uno sputare di cattiverie e critiche incorniciate da belle parole e a volte non tanto.
Un bimbo viene indicato cattivo se non se la sente di condividere la propria merenda con un altro, spesso lo si obbliga a farlo mentre vorrebbe gustarsela da solo. A volte se non vuoi regalare una cosa smessa a chi magari potrebbe averne bisogno, sei tacciato come taccagno.
Se queste cose invece le fai volontariamente, il bambino è uno sciocco che un domani si farà fregare da tutti, mentre l'altro butta via le cose che in futuro, non si sa mai, potrebbero tornare utili.
Divertente la cosa, facile, molto facile indicare col dito subito i due lati di un individuo in base al proprio comportamento o le proprie azioni.
Sorrido al pensiero delle principesse dai capelli biondi tutte dolci e sacrificate mentre le streghe ovviamente dai capelli scuri, sono cattive ed invidiose...
Quanto spesso è il contrario nella realtà.
Ed i principi o re, belli, alti, muscolosi, pieni di forza e volontà pronti a salvare le principesse dai cattivi di turno e infine amarle con tutto loro stessi; ovviamente i cattivi sono omuncoli brutti, magri, spesso poveri o troppo ricchi.
Quante volte questi principi e re bellissimi nella realtà sono violenti e cattivi con le proprie compagne... Troppe volte, mentre il ragazzo o l'uomo normale, a volte non appariscente nascondono dentro di se, un tesoro o un valore inestimabile?
Eppure siamo ancora tutti qui a giudicare, pardon, a constatare ciò che sono gli altri in base a come li vediamo e crediamo noi.
Infine quali sono le parti oscure o le parti chiare di un individuo?
Nessuno potrà mai saperlo, il bene si confonde con il male e viceversa. Lo so il mio potrebbe sembrare un discorso banale, forse senza un senso vero e proprio, ma gli eventi accaduti in questi giorni mi hanno fatto riflettere su questo.
Un mio esame di coscienza, questa volta sincero fino ad essere spietato, mi ha fatto prendere coscienza di molte cose, scoprendo sia la parte oscura che quella in luce del mio io e non è stato facile accettare tutto.
Ma credo di essere sulla strada giusta per equilibrare le forze positive e negative, una strada che nonostante le esperienze passate, quelle attuali, le persone conosciute ed i rapporti, i cambiamenti avvenuti accettati e non, sarà ancora molto lunga nonostante "una certa età". 
E chissà mai di riuscire a trovare un'armonia per poter dire solamente un giorno, sono solo un uomo vero.


NO RACE, ONLY HUMANITY AND FAMILY


NO RACE, ONLY HUMANITY AND FAMILY

MY BROTHER
MY COUSIN
MY BEST-FRIEND
MY NEPHEW
MY STEP-BROTHER
MY STEP-SON
ME








COME LE ROCCE


COME LE ROCCE

qualsiasi tempesta,
qualsiasi marea,
qualsiasi uragano,
potrà colpirti
ma mai distruggerti
se sarai come una roccia

ogni tornado 
lascerà il segno
indelebile sulla pelle
sul cuore
nell'anima,
ma mai potrà
piegarti e spezzarti

le ferite si rimarginano,
la tempra è più forte
e sarai ancora pronto
ad affrontare la vita,
osservando il futuro
davanti a te
come la roccia
che da millenni
osserva il mondo

Giampaolo Daccò

(photo Piero Calzona)

lunedì 26 ottobre 2015

E' STATO SOLO UN SOGNO





28 OTTOBRE 1991/28 0TT0BRE 2015
E' STATO SOLO UN SOGNO
Dieci disegni e fotografie per descrivere un numero, un numero che al momento non potrà sembrare nulla d'importante ma che invece, per chi ha vissuto quel “sogno”, in questo istante lo è.

I 24° libri ognuno con 24 capitoli formati da 24 pagine ed in ogni pagina fatta di 24 righe, sono stati narrati 24 sogni, corredati da 24 disegni, dove si potevano intravvedere 24 orizzonti diversi, che portavano in 24 lunghi viaggi, fatti di 24 voli leggeri verso 24 cieli immensi.

Ed oggi 28 ottobre, tu ora dove sei?
Avevi 24 anni e sono 24 anni che sei svanita nel nulla, scomparsa chissà dove e con chissà chi. 
Ti piaceva il n° 24 e mi sono chiesto chissà mai il perché? 
Avevi 24 giorni quando mamma per la prima volta ti mise fra le mie braccia, preoccupata che potessi farti cadere.
Avevi il n° 24 come posto all'asilo ed era il giorno 24 quando avevi incontrato l'amore per la prima volta, me lo dicesti con gli occhi che brillavano. 
Sono state esattamente 24 giornate bellissime la nostra ultima vacanza insieme al mare prima che tu ti fidanzassi e sposassi.
Anche quel giorno era il 24 febbraio, quando ci chiamarono perché tu eri molto grave e forse non avresti passato la notte.
Poi ti operarono e passarono altre 24 ore per sapere se potevi essere fuori pericolo e fu così per fortuna. 
Chissà perché alcune persone sono “segnate” da un numero per tutta la vita.
Poi arrivarono quei giorni terribili, il giovedì “casualmente” del 24 ottobre, qualcosa andò storto... 
Alle ore 24 del giorno dopo eri finita in chissà quale luogo lontano dove nessuno potesse, consciamente, raggiungerti.
Che numero strano il 24, anche quel lunedi del 28 ottobre, la telefonata arrivò alle 13,24 annunciandoci che tu eri partita per altri lidi, forse molto più gioiosi, dove la tua bellezza sarebbe stata ancor più valorizzata, perché si sa, i più amati e belli, se ne vanno nel viaggio prima degli altri.
E così si ritorna ai disegni e alle parole collegate poco sopra, dove la tua vita è stata vissuta come fosse fatta solo di 24 libri, 24 capitoli, 24 pagine, 24 righe in cui si sono raccontati 24 sogni e colorati 24 dipinti, messi come sottofondo a 24 orizzonti pieni di speranze che poi si sono persi in quei 24 lunghi viaggi diversi tra loro per dividersi in 24 voli alla volta di 24 cieli luminosi... 
Ed ora io mi chiedo: sei stata una realtà o un sogno?
Ciò che abbiamo vissuto insieme per 24 favole colorate è stato solo frutto della mia fantasia o c'è stato veramente?
Voglio credere che quella luce che s'intravede alle mie spalle mentre ti ricordavo in quell'istante, prima di scrivere queste povere righe fossi tu, a dirmi “c'ero” “ci sono” e “ci sarò” sempre.

sabato 17 ottobre 2015

OGGI QUALCOSA E' CAMBIATO


OGGI QUALCOSA E' CAMBIATO

Mi sono svegliato dopo una notte insonne ed agitata...
Quanto ho aperto le finestre ed ho visto il cielo azzurro,
ho sentito che qualcosa dentro di me era cambiata.
Ho messo la musica ad alto volume
e cantando sono entrato in doccia.
Più tardi dopo aver sistemato casa ed
indossato gli abiti che mi piacciono molto,
come se in quel momento portassero fortuna,
sono uscito in strada.
C'erano molte persone nel viale alberato,
il sole era forte e l'aria fresca,
qualche nuvola leggera passava veloce in cielo,
così mi sono rifugiato in una pasticceria e
dopo una golosissima colazione,
ho preso la strada per il centro
finendo con una lenta passeggiata
in Brera, il quartiere degli artisti,
ammirando strane botteghe e locali insoliti,
poco dopo, come fossi stato attratto 
da una forza irresistibile
sono entrato nel grande parco verde
e la sensazione che la vita sia entrata in me
è stata immensa.
Una specie di felicità e di serenità mi ha pervaso,
ogni passo sulle foglie dei vialetti
tra le castagne cadute dagli alberi, 
ogni sguardo su quel verde, bruno e giallo
di quelle enormi piante e prati attorno a me,
ogni cinguettare ed ogni rumore della natura
mi hanno fatto sentire vivo e pieno di energia.
Mi sono seduto ad assaporare quella 
bellissima sensazione che da molto non sentivo.
Mi sembrava di stare in comunione con il tutto,
un a sorta di piccola estasi ed "ascoltavo" ad occhi chiusi
quella sintonia naturale che tutti
dovrebbero avere con il mondo, con l'universo.
A volte basta poco per trovare una serenità
che ogni giorno perdiamo
distratti da mille cose e pensieri,
basta un nulla ed un attimo di attenzione
a ciò che abbiamo attorno
per farti scoprire quanto è bello vivere, 
nonostante tutto.


lunedì 5 ottobre 2015

STAGIONI BUIE




STAGIONI BUIE

Odio l'autunno
Odio l'inverno
Ho imparato a detestarli
Per il freddo
Per le piogge umide
Per la fine della luce
Per chi ho amato
Chi ha fatto parte della mia vita
E che ho perso
In queste stagioni
Odio le giornate buie
Che non lasciano spazio al respiro
Odio il freddo pungente
Che penetra nelle ossa
E nel mio cuore
Odio il vento gelido
Che porta ricordi 
Tristi e lontani dell'abbandono
Odio le feste invernali
Perché la solitudine 
Adombra i sentimenti
Odio vivere sperando
Che torni presto
La primavera e l'estate

(Giampaolo Daccò)

venerdì 2 ottobre 2015

IL DOLORE DEI POVERI


IL DOLORE DEI POVERI


Questa frase "Il dolore dei poveri" mi è rimasta impressa nella mente da qualche giorno, da quando una signora che conosco da tanto tempo mi disse: "I ricchi non conoscono il dolore dei poveri."
Una frase davvero toccante a cui non ho saputo rispondere se non con un abbraccio e queste parole a quella signora che piangeva: "Ma non sanno quanto amore c'è nel cuore dei poveri."
Vorrei raccontarne la storia per far capire quanta miseria umana c'è in giro, quante persone ricche, ma molto ricche possano essere di una meschinità e cattiveria immane mentre, persone umili o povere, di ceto sociale inferiore e straniere, possano essere di una levatura mentale e del cuore suprema comprendendo una dignità incredibile.
Ovviamente cambierò i nomi, alcune situazioni per non far riconoscere i protagonisti della storia, non sarebbe giusto ma vorrei far comprendere a chi leggerà questo racconto, quanto squallore ed arroganza c'è intorno a noi, soprattuttonel nostro piccolo.

Due giorni fa ho visto Rosario in un angolo del palazzo piangere, Rosario è una signora straniera dal forte accento spagnolo che con la sua famiglia, da più di trent'anni vive e lavora in Italia. Una persona dal cuore immenso, di un'onestà e bravura quasi indescrivibile, dolce sempre sorridente e pronta ad una buona parola anche in un momento di difficoltà suo e degli altri.
Mi sono avvicinato e le ho messo la mano sulla spalla "Che succede Rosario?" ho chiesto preoccupato.
Mi ha guardato con quegli occhi scuri e buoni restando un attimo in silenzio poi disse: "E' accaduta una cosa tremenda Paolo, mia nipote di trentacinque anni è caduta dal motorino mentre tornava dal lavoro ed è morta picchiando la testa sull'asfalto..."
Istintivamente le diedi un abbraccio "Ha lasciato qui due bambini, una di un anno e uno di dodici..."
Che dolore, che tristezza negli occhi di Rosario, ho cercato di trovare delle parole di consolazione e siamo andati poi a bere un caffè, volevo farle compagnia anche per poco e per non farla sentire sola. 
Sentivo dentro di me che c'era dell'altro, non era solo un dolore per la morte di una persona cara, forse nascondeva qualcosa di più.
Nella mia vita ho imparato a guardare negli occhi le persone ed ascoltare le loro parole e soprattutto andare oltre a ciò che si vede nello sguardo e nelle frasi dette.
Appena usciti dal bar e rimasti soli, la guardai negli occhi e le ho chiesto vista la confidenza che ci accomuna da anni: "C'è qualcos'altro vero?".
Abbassando gli occhi e rispose: "Sì... Sono molto addolorata per un'altra cosa..."
Intuii il motivo e ne avevo il timore.
"Ho chiesto alla mia signora un permesso per il funerale e..." la voce le si era rotta per un attimo "Le ho detto se potevo prendere un permesso di mezza giornata. Mi ha chiesto il perché e le risposi per andare al funerale di mia nipote, mi ha guardato fredda e mi ha detto poi - La conosco? - No signora non è mai venuta qui..."
In quel momento ho incominciato ad immaginare il resto del racconto.
Rosario con gli occhi bassi continuò: "Allora girandomi le spalle mi ha risposto - E che sarà mai! Io ho bisogno di lei, potrebbe anche non andare. Anche una mia conoscente le è morta la figlia cadendo dalla moto ed io non ci sono andata al funerale."
Provai una rabbia cercando di non darla a vedere, solo la mia voce tradiva una forte durezza: "E tu che le hai risposto?" dissi pensando che se fossi stato al suo posto l'avrei picchiata.
"Niente, cioè ho insistito, così mi ha dato il permesso ma facendomi sostituire da uno dei miei figli... Non ho potuto fare altro."
Le toccai la mano in segno di conforto "Ora vado a lavorare, mi aspetta e non vorrei si arrabbiasse." 
Staccandosi dalla mia mano, piano prese la strada per le scale, si fermò un attimo davanti alla porta e girandosi verso di me che stavo lì a guardarla disse:
"I ricchi non conoscono il dolore dei poveri." la sua voce era molto triste.
"Ma non sanno quanto amore c'è nel cuore dei poveri." risposi istintivamente. Rosario chiuse la porta dietro di se lasciandomi costernato ed arrabbiato.
Ci sono catene che non ti permettono di essere libero, catene che rendono da migliaia di anni, l'essere umano schiavo in un modo o nell'altro di altri esseri umani "privilegiati" e senza cuore.
La dignità di Rosario ed il dolore sommesso non hanno scalfito minimamente la durezza del cuore dell'altra persona, una persona che non le importa della sofferenza altrui, immersa nel proprio egocentrismo.
So che Rosario saprà superare tutti i dolori di questa vicenda ma mi chiederò sempre il perché di questa cattiveria umana e della mancanza di pietà verso il prossimo, soprattutto se quest'ultimo è un sottoposto, un dipendente, un disadattato, uno straniero.
Potrà anche essere consolante la frase: "Quello che si semina si raccoglie", ma ho il vago sospetto che a pagare il prezzo più alto siano sempre i più deboli.

Giampaolo Daccò Dos Lerèn

mercoledì 23 settembre 2015

La via della vita



La via della vita è sempre lastricata da pietre, da varchi insormontabili, spesso quando vedi uno spiraglio dietro ci sono subito grossi alberi che ti impediscono l'accesso... Poche sono le persone che si trovano su una strada pianeggiante, verde e piena di fiori, molte quelle su pendii ripidi pronti a cadere nel vuoto. La voglia di sedersi e fermarsi per non andare oltre affiora nelle menti di alcuni ma qualcosa dentro spinge loro ad andare avanti nonostante non si vedano soluzioni. Errori? Delusioni? Fallimenti? Perdite? Non sempre è colpa di queste esperienze ma a volte, si ha bisogno di un prato per riposare prima di riprendere il duro cammino come tanti, un prato che non c'è mai se non per i soliti pochi fortunati. E soprattutto mai voltarsi indietro a vedere chi hai aiutato e che ora fa finta di non vedere e sentire, quello che è stato fatto allora non ha importanza oggi, le persone sono sole nel viaggio e sole arriveranno alla meta, qualsiasi essere abbiano accanto nonostante tutto.