“La Spiaggia dei Ricordi Eterni”
“Ci sono luoghi che trattengono gli amori di una vita,
e ogni estate li restituiscono a chi sa ascoltare.”
La donna - bella, non più giovane, con gli occhi del colore del cielo mattutino e il viso segnato da lievi tracce d’età - cammina sulla spiaggia dorata del sud della Francia.
I suoi lunghi capelli bianchi si muovono nel vento tiepido di inizio estate. Indossa un vestito leggero e tiene in mano un cappello di canapa con una fascia di seta lilla che danza intorno alla tesa.
Le sue impronte scalze disegnano una scia sulla sabbia, mentre le onde, leggere come un respiro, sfiorano la riva illuminata dal sole appena sorto.
Un sole che l'aveva vista molto tempo prima come una bellissima dea, dai capelli lunghissimi color del grano maturo che volavano tra gli aliti del vento caldo proveniente da sud.
I suoi bellissimi occhi si confondevano col colore del cielo e del mare ma a quel tempo spesso, parevano tristi nonostante il sorriso sul volto di chi non faceva trapelare il dolore nel suo cuore.
È sola, ma non triste. Sorride ai suoi pensieri: è serena, è felice. Ogni tanto una lacrima di nostalgia le scivola dagli occhi, ma non è dolore: è memoria.
Un passato vissuto pienamente, fatto di volti, di estati, di amori che non si cancellano.
Non vuole rimpianti.
Vuole solo vedere nei suoi cinque nipoti - Lucien, Étienne, Jean‑Claude, Yvette e Marie — e nei suoi tre figli, Julian, Margot e Vincent, la certezza di essere cresciuti con un padre e una madre che li hanno amati davvero.
Nonostante le difficoltà, nonostante le tempeste, la loro famiglia ha avuto momenti indimenticabili.
Come indimenticabile era stata Yvette, la suocera, che viveva proprio qui e che le aveva lasciato in eredità la grande villa bianca affacciata sul mare, con le tende di lino che svolazzano al vento.
Accanto a lei, da trentacinque anni, c’è Malinda: più un’amica che una domestica.
Arrivata dalle Comore quando Margot era appena nata, è diventata la tata di tutti, la custode delle due case, la presenza silenziosa che tiene insieme la famiglia.
La donna dai capelli bianchi le vuole bene come a una sorella: Malinda, con la pelle scura e gli occhi colore dell'ambra che leggono dentro.
Alix - così si chiama - si siede sulla sabbia accanto ad una piccola roccia davanti al mare, non lontano dal paesino colorato che lei e Philip chiamavano “il loro posto”.
Philip. L’uomo che aveva amato per tutta la vita.
Biondo, dagli occhi blu, conosciuto per caso alla Sorbonne quando lei era una giovane stagista di architettura e lui un giovane professore che sostituiva un collega.
Si erano innamorati in poche settimane, sposati dopo la laurea di Alix, trasferiti a Lione, cresciuto tre figli, affrontato tutto insieme.
"Lyon" come la chiamava lui, con l'accento della Borgogna da cui proveniva. Il suo scrigno prezioso dove aveva portato avanti la vita sua e di tutta la famiglia in quella bellissima casa nel quartiere Saint Jean, con quelle finestre che si affacciavano sul Rodano che scorreva lento verso sud.
Philip se n’era andato due anni prima, con un ultimo abbraccio che lei sente ancora sulla pelle.
Non vuole piangere. Sa che un giorno lo raggiungerà. Sa che la vita le ha dato molto, e che ora può permettersi la pace.
Si sistema i capelli, si mette il cappello, quando una voce la richiama:
“Bonjour, Alix.” lei tenendo fermo il cappello in testa per l'aria si gira a guardare quella figura che le sta passando accanto.
È il professor Mulas, con il suo educato Golden Retriever, Borbon.
"Bonjour Alexandre, bella giornata oggi vero?"
Scambiano poi qualche battuta, un sorriso, un invito al circolo per un caffè. Poi lui prosegue, elegante nel suo lino grezzo, e Alix riprende il cammino verso casa.
La spiaggia si anima: bambini, giovani, madri, qualche coetaneo. Il mondo si risveglia.
E mentre cammina, nella sua mente torna una canzone che ascoltava quando era fidanzata con Philip.
Una melodia dolce, estiva, che parlava di amori nati sulla spiaggia, di giorni luminosi, di ricordi che il tempo non cancella del tutto.
Una canzone che diceva che, anche quando le onde sembrano portare via tutto, il sole ritorna sempre, e con lui la possibilità di ritrovare ciò che si credeva perduto.
Alix la canticchia sottovoce, sorridendo. È felice. È serena. E si sente ancora amata.
Mentre torna verso il lungo mare, le sue impronte restano su quella sabbia dorata ed invisibili, luminose accanto ad esse quelle di Philip che la seguirà per sempre.
“Questa storia nasce osservando una donna sulla spiaggia, una sconosciuta che portava nei gesti la grazia di chi ha amato profondamente. Ho immaginato la sua vita, i suoi ricordi, e la serenità che solo gli amori veri sanno lasciare.”
Giampaolo Daccò Scaglione

Nessun commento:
Posta un commento