“Ci sono amori che non finiscono mai:
migrano, come gli aironi, e tornano quando il cuore è pronto.”
*DOVE VOLANO GLI AIRONI*
Il vento freddo dell’autunno mi scompiglia i capelli lunghi. Seduta sulla spiaggia, riparata tra le rocce in riva al mare, guardo uno stormo di aironi volare verso sud, verso i mari caldi. Verso dove sei andato tu.
Ricordo quando venivamo qui a guardare il mare, le navi, le barche dei pescatori. Contavamo i gabbiani, le nuvole, i sogni. Era bello allora.
Lo capisco solo adesso che non ci sei più, che non sono più tra le tue braccia mentre mi accarezzavi i capelli neri e mi baciavi dolcemente.
Chissà dove stanno volando quegli aironi lassù.
Eri dolce, buono, premuroso. In paese ti volevano bene tutti… anche io. Ma forse allora non capivo quanto ti amavo, quanto avrei potuto darti di più. Eri tu il passionale, l’amante, il saggio.
Tu mi guidavi, tu avevi pazienza dei miei silenzi, dei miei sbalzi d’umore, dei miei capricci. Facevi di tutto per me.
E io?
Credo di averti dato molto meno di quanto meritassi, anche se dentro di me sapevo di amarti.
Gli aironi volano sempre più in alto, verso le terre calde. Verso quel giorno in cui te ne sei andato via.
Me lo diceva mia madre: “Quel ragazzo ti ama troppo. Tu sei come una bambolina da accudire. Un giorno si stancherà.”
Mio padre ti voleva come genero, ma io tergiversavo, incapace di decidere cosa fare del nostro futuro, mentre tu — amore mio — ogni tanto insistevi per sposarci.
Le mie amiche?
“Sei pazza, Eleonora. Ti sta mettendo ai piedi la sua vita. Sei fredda, non lo ami. L’avessi io uno così…”
Parole che ora rimbombano nella mia testa mentre piango davanti a questo mare grigio, con il vento che mi entra nella pelle.
Amore mio, dove sei? Sono qui che ti aspetto. Non mi stancherò mai di tornare nel nostro posto. Dentro di me sono sicura che tornerai. Tornerai?
Gli aironi ritornano quando arriva la bella stagione. Le rondini tornano ai loro nidi dopo l’inverno. E tu?
Che belli quei tramonti osservati giocando con la sabbia. Sorrido ricordando le corse tra le barche colorate, piene di reti che sapevano di salsedine.
“Ti prendo!”
“Non ci riuscirai!”
E ogni volta finivo sotto di te, sporca di sabbia, con i tuoi baci salati sulla bocca.
Un altro stormo vola via. Che eleganza nei movimenti. Chissà dove andranno. Forse dove sei tu ora.
Poi arrivò quel giorno, dopo una delle nostre litigate. Per te fu uno schiaffo quando ti dissi di aspettare ancora un po’, che non ero sicura, che un matrimonio non si prende alla leggera.
Non dimenticherò mai il tuo sguardo pieno di dolore: “Non mi ami. Non mi ami come dovresti. Guardati dentro, Eleonora. Io sto soffrendo da troppo tempo. Se tu non sei sicura, forse è meglio che io me ne vada per un po’.”
Mi ero raggelata. Il cuore mi scoppiava. Ma non ero riuscita a dire nulla. E tu avevi scambiato il mio silenzio per un assenso.
Eri uscito di casa.
Tre giorni dopo eri alla stazione, su quel treno. Avevo corso come una pazza per raggiungerti. Avevo capito di amarti follemente, come tu avevi sempre saputo. Davanti al treno in partenza avrei dovuto salire, ma…
Gli aironi stanno sparendo all’orizzonte. Chissà quando li rivedrò tornare. Chissà quando tornerai tu.
Dal finestrino, mentre ti urlavo “Scendi, ti prego! Ho sbagliato!”.
Tu mi avevi gridato: “Lascia fare al tempo. Lascia che io possa capire. Lasciami andare, come gli aironi che vediamo nei cieli sul mare. Aspettami, se vuoi. Forse… se qualcuno da lassù lo vorrà, ritornerò.”
Poi più nulla. Guardavo quel treno allontanarsi, sparire nella galleria. E in quel momento ho pianto tutte le lacrime che avevo.
Amore mio, dove sei? Sono ancora qui ad aspettarti.
Ti ricordano tutti, sai? E negli sguardi dei miei, dei miei fratelli, degli amici, c’è sempre un’ombra di rimprovero. Questo per dirti quanto ti volevano bene. E quanto mi accusano ancora.
Ed ora, di me, cos’è rimasto? Una donna sola che aspetta ogni giorno, che spera, che sogna di vederti tornare.
Ho imparato a capire il mio cuore. Non so se la lettera che ho spedito a tuo padre ti sia arrivata. Non so se ti abbia raggiunto, soprattutto nel cuore. È passato tanto tempo.
Ma io sono qui. E so che un giorno tornerai. Come ritornano gli aironi con il vento caldo del sud.
“Questa storia nasce osservando un volo di aironi sul mare. Mi sono chiesto cosa significhi aspettare qualcuno che non torna, e come l’amore continui a vivere nei luoghi che abbiamo condiviso.”
Giampaolo Daccò Scaglione

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