sabato 21 febbraio 2026

*QUELLO CHE GLI UOMINI SENTONO* : "NON PUO' FINIRE COSI'"

 Ho cambiato nomi e dettagli per non far riconoscere le persone. Ma la storia è vera. E spero che Nigel sia ancora tra noi per molto tempo. Soprattutto per Jaan.

L’ho scritta perché lo meritano. Perché è giusto far sapere che esistono amori diversi, amicizie diverse, vite diverse… ma tutte vere. E che si possono vivere avventure magnifiche, anche virtuali, senza perdere il contatto con la realtà.

Il mio abbraccio è per loro. Perché sono persone speciali.

"NON PUÒ FINIRE COSÌ"



Chi sono io? Forse un uomo come tanti. Oh, può anche essere. 

Ma quando trascorri settantasei anni della tua vita lucidamente su una sedia a rotelle, in un istituto dove ti vogliono bene, ti curano con attenzione, ti mettono a letto e a volte ti imboccano… allora no, non sei proprio come tutti. 

Lo sei solo con la mente. E con il cuore.

Mi chiamo Jaan. Vivo in un paese del Nord Europa, un posto verde e bellissimo, dove la natura respira ancora.

Sono stato abbandonato alla nascita perché non avevo tutti gli arti “nel modo giusto”. 

La mia famiglia, ricca ma fragile, non ha sentito il dovere di crescermi come milioni di bambini. Meglio un istituto di lusso, avranno pensato. 

Che colpa ne hanno? Forse nessuna. Forse solo quella di non capire. O di vergognarsi.

E poi, come se non bastasse, ho avuto anche la “sfortuna” di essere omosessuale. Di amare con la mente e con il cuore, ma non con un corpo che non risponde agli stimoli. 

A volte mi viene da ridere.

Eppure, in questi lunghi decenni, ho studiato, ho fatto cose utili, ho aiutato altri come me ad accettare la nostra condizione. 

E poi… ho conosciuto persone splendide tramite un gioco online. 

Personaggi inventati, avventure impossibili, risate vere. E quelle persone, dopo mesi di gioco, sono venute a trovarmi davvero. 

È nato un gruppo di amici affiatati, di tutte le età, alcuni come me, altri “normali”, che corrono, ballano, lavorano.

E poi… lui. Nigel.

Nigel, arrivato nel mio stesso istituto molti anni fa. Uguale a me, in tutto e per tutto. Con lui ho vissuto tutto l’amore possibile, tranne quello fisico. 

Ma era amore. Ero finalmente meno solo.

Compagni di giochi, di vita, di complicità. Un giorno adulti, un giorno bambini, un giorno pirati, un giorno antichi romani. Sognavamo porti lontani, città magnifiche, mondi che non avremmo mai potuto visitare davvero. Eppure li vivevamo.

Fino a ieri. Perché ieri è successo qualcosa.

L’infermiere è entrato con un’espressione scura. Ho capito subito che non era una cosa da poco.

- Jaan… devo dirti una cosa. Cerca di stare tranquillo. - "Tranquillo? Con quella faccia? Abbiamo fatto il check-up pochi giorni fa…" - Non riguarda te.

Il cuore mi è caduto nello stomaco.

- Nigel è stato ricoverato d’urgenza al St. Albaart Hospital. - "No… no, no, no… non lui.ù2

Sono scoppiato a piangere. Karl mi ha abbracciato forte.

— È un carcinoma avanzato. Forse… qualche mese. — "Dio mio… come faremo?"

Ed eccomi qui. 

Davanti a lui. Seduto su quel letto bianco, in una stanza asettica che odora di disinfettante e di paura. 

Lui sorride. Ma gli occhi… gli occhi dicono quello che penso anch’io: “Che faremo ora?”

Gli amici ci scrivono, ci chiamano, ci abbracciano da lontano. Johnny, il più caro, come un fratello. E tra poco saremo tutti insieme nel nostro mondo virtuale, finché Nigel ce la farà.

Ci hanno permesso di usare i portatili qui. E così eccoci: la nostra casa virtuale, il lago, gli amici che ci aspettano.

- Ehi Nigel, Jaan! Finalmente! - ci saluta Johnny. - C’è anche Elois e mio fratello Lee. Vi va di andare sull’Everest con una seggiovia di cristallo? - 

- Ma attenzione alla pioggia di lucciole montane! - ci grida Elois, il figlio virtuale di Nigel, ma persona vera nella vita reale.

- Come no! - ride Nigel. - Speriamo solo che qualche caprone non ci dia una cornata sul sedere! -

Ridiamo tutti. Una nuova avventura è iniziata. E io voglio viverla con lui. 

Finché durerà.

Jaan

“Anche quando la pioggia cade, una luce resta accesa, forse non solo della speranza ma della vita qualunque forma abbia.

 Giampaolo Daccò Scaglione


Nessun commento:

Posta un commento