lunedì 22 marzo 2021

NON SAI QUANTO TI AMO


NON SAI QUANTO TI AMO 

(di Giampaolo Daccò)
(ph. WallpaperBoatPhoto)

La tua mano nella mia, sento il tuo corpo vicino e sfiorarmi, il profumo dell'erba di questa collina in fiore, ci inebria il cuore, l'anima, la mente.
Non voglio ricordare da quanto tempo stiamo insieme, siamo ancora giovani ed innamorati... Ecco il tramonto si avvicina e laggiù si vede la Tour Eiffel ed una Parigi ombreggiata da un sole magnifico che in poco tempo sparirà dietro l'orizzonte.
Mi stai guardando negli occhi e appoggiandoti ad un albero mi stringi a te sempre di più e la tua bocca sulla mia, suggella il nostro amore di una vita. 
Mi stacco e vedo i tuoi occhi verdi, le tue labbra calde e il volto ancora di bambina, accarezzo i tuoi lunghi capelli scuri e lisci, morbidi come la seta e la tua mano fresca accarezza il mio volto.
Ti prendo per mano e ci voltiamo verso quel paesaggio bruno rossastro, la tua testa ora è appoggiata alla mia spalla e il mio braccio stringe i tuoi fianchi verso di me.
So che tu vorresti dire molte cose, so che sei felice, so che a casa quando saremo tornati, tre piccole pesti ci aspettano per cena. Ma oggi ho voluto dedicarti questa giornata, questo momento, questo nostro anniversario da soli, nella natura, in un mondo tutto nostro.
Volevo farti vivere questo momento come quando ci eravamo conosciuti nel parco davanti a Les Invalides, in un pomeriggio di primavera inoltrata, tempo fa.
All'improvviso dal mio cuore, mentre tu stai in silenzio accanto a me, escono queste parole ed è tutto ciò che provo per te, è tutto il mio amore che ti ho donato, ti dono e donerò sempre fino alla fine: 
"Non sai quanto ti amo
tesoro mio, mia luce.
Quando mi guardi negli occhi
comprendi tutto ciò
che provo per te da sempre,
da quel giorno nel parco.
Mi chiedo come fai a conoscere
anche le cose che non dico
ma che sono celate nel mio cuore
e col tuo sorriso ed un bacio
mi fai comprendere che sai.
Non riesco ad immaginare
la mia vita senza di te,
la forza del tuo amore,
del bisogno che ho di stringerti,
di vederti, di baciarti tutte le volte.
Sai che ogni notte ho bisogno di te,
della tua passione, del tuo corpo.
Non oso immaginare di
poterti dare un dolore come 
un tradimento, un addio
per un'altra, no non posso.
Sei la cosa più dolce e cara
che io abbia conosciuto e
se si potrebbe ricominciare,
credo di doverti dire una cosa
che non ti ho mai detto per pudore
o per troppo amore:
il tuo toccarmi, abbracciarmi
inizia e finisce con te.
E' iniziato e finirà con te,
per tutta la vita.
Non sai quanto ti amo Silvie,
le tue labbra dolci, morbide,
i tuoi capelli di seta,
sono sempre con me
quando sono sul lavoro,
con amici o impegnato con i bimbi.
Sento la tua voce, le tue risate,
ti vedo sdraiata accanto a me
in ogni istante e se sono triste
penso ai tuoi abbracci di conforto.
Sempre in qualsiasi posto io sia,
tutta la mia vita è cominciata con te,
lo sarà sempre, è lo scopo della mia vita.
Ecco, guarda in cielo la luna, 
che ci illumina, ci protegge, 
è come ogni volta un sogno nuovo,
dove tu sei lì davanti a me,
come una dea, un angelo che mi aspetta.
Non sai quanto ti amo Silvie,
grazie per mantenere
sempre vivo il nostro amore,
grazie di essere in cima al nostro sogno,
di essere mia e ti vorrò
per tutta la vita.
Hai sempre letto nel mio cuore
come io nel tuo, tutto l'amore,
sono il tuo libro e conosci tutto di me,
come io conosco la tua anima.
Le nostre menti sono unite
come lo sono i cuori ma 
ogni volta è come fosse la prima
ed è per questo che sarai
sempre il mio inizio, presente e futuro.
Ora sei qui accanto a me
e ti sto asciugando le lacrime di gioia
che stanno scendendo sul tuo volto.
Sei tu, Silvie, il significato della mia vita.
E non sai quanto ti amo."

Il sole è già tramontato e noi, in auto torniamo a casa nostra, nel nostro nido in quella grande città, dove ci aspettano tre folletti gelosi del nostro amore, ma questa giornata te la dovevo Silvie e sai perché?
Perché ti amo come non mai.

Giampaolo Daccò




mercoledì 10 marzo 2021

TI HO INVENTATA NEI MIEI SOGNI


 TI HO INVENTATA NEI MIEI SOGNI

Lo so, lo so... Come sempre sono seduto sulla panchina nel centro della piazza di questa mia cittadina, immersa tra il mare e le colline, in una regione verde piena di storia.
Amo la fantasia, sono vecchio e mi piace ricordare tempi passati, ho ancora degli amici con cui parlare e giovani e belle ragazze che mi salutano. 
Salutano un quasi centenario arzillo ma pieno ancora di fantasia, ogni volta che vedo una bella ragazza o un'affascinante signora ecco che, la mia mente galoppa in varie storie d'amore, tutte diverse ovvio, altrimenti mi annoierei.
A casa mia, figlia e nuora, cameriera e badante che non servono a una cicca, nipoti mi fanno venire il capogiro e mi trattano come un marmocchio pronto per l'asilo nido.
Mah.. Però da quando è arrivata ad abitare Lei qui, i miei sogni sono cambiati e Lei è diventata la protagonista di questi, solo perché... Perché ha qualcosa che le altre non hanno.
Bella, alta, capelli lunghi biondi sciolti al vento, sempre vestita elegante e mai volgare, ci siamo conosciuti nel caffè Lungomare ed è l'unica che al posto di nonnino, vecchietto, highlander come fanno tutti gli altri, Lei mi chiama Ludovico.
Oh eccola sta per passare, mio Dio la natura cosa può fare con la bellezza, ecco mi ha salutato con la mano, che classe.
così ripartono i miei sogni ed i pensieri rivolti a Lei, dove io giovane, bello dagli occhi scuri e i capelli ricci e neri le passeggio accanto fermandoci sulla rotonda della spiaggia:

Ti ho inventata nei miei sogni, e tu ora guardandomi negli occhi fai finta di nulla?Forse non ricordo o meglio non vuoi ricordare tutto quello che ti ho dato, che tu  hai donato? Anche se ho sbagliato e avrei dovuto darti tutto il mio cuore e non solo una parte. ti ho insegnato, ti ho inventa io nei sogni.  Ti ho creata io, sei la mia fantasia, il mio tutto. Tutto cioè che sei, che hai fatto, sono tutta opera mia anche le parole. Hai detto "Ti amo", ma non lo hai mai pensato davvero perché sono stato io a dirlo, come tutte le parole e i gesti. Oggi hai deciso di lasciarmi e di andare via, dalla mia vita, dalla mia fantasia ma non ti lascerò farlo perché per sempre, ti ho inventata io e non porterai via tutti i sogni che ho fatto su di te. Amore mio. Un cuore non si inventa, come non si inventa l'amore tuo e così è solo la mia immaginazione, una immaginazione che mi aiuta a vivere, perché sei e sarai bellissima per sempre. Con me.

- Arrivederci Ludovico, buona giornata. - Oddio era lei ed io immerso in questo sogno, ho fatto in tempo a farle un cenno e Lei era a due passi, spero non abbia pensato che fossi addormentato o rimbambito. Che bella, che sogno...

Ma, il sogno che stupido era? Di solito immagino storie romantiche e viaggi, baci e giochi tra di noi ma che strana storia mi sono inventato anzi, ho pensato di avere inventato lei, nata dai miei sogni e la manovravo come un burattino, ma forse, anzi è così davvero? Oppure sto battendo i coperchi nel mio cervello? Chissà.

Bene torniamo a casa vecchio mio, Adelina sarà in pensiero e non vedo l'ora di gustarmi i suoi piatti ma domani... Domani sarò di nuovo qui a sognare, a sognarti, a sognare Lei, la bionda e reale donna, eppure inventata nei miei sogni.

Giampaolo Daccò.

 


mercoledì 24 febbraio 2021

I SHOULD HAVE ACCOMPANIED YOU HOME THAT EVENING


I SHOULD HAVE ACCOMPANIED YOU HOME THAT EVENING



The sunset is falling over the big city, in that big street full of shops, lights and colored shop windows, people stroll curiously looking at the beautiful things on display. Flower beds are painted red and rays of the sun almost disappeared between the buildings, peek out in the streets towards that red that in a short time, with the lighting of the street lamps, will become a purplish blue that with its shadows will hide, the light of the previous hours. Loris now fifty years old, with a sculpted physique from the gym, comes out of a shop holding two bags full of gym clothes, stops for a moment to look at the time and while he is preparing to call a taxi with his mobile phone, here, in front of as if by magic, he finds himself after almost fifteen years Roberto, just forty, dressed in a jacket and tie that hide a lean model physique. The tuft on her forehead moves with his hand and stares incredulously in front of him the other, Loris. Their eyes meet, their smiles become a rainbow on a rainy day and immediately a hug. A hug like that of a distant day when Loris had been afraid of Roberto's age, eighteen against his thirty, perhaps too many, just as the love that bound him to him was too much. Fear of him made him lose his confidence and serenity, transforming that possible future love into an older brother's affection towards that of a younger brother. He had never known how Roberto, that blond boy with gray and sad eyes who had seen him leave after a caress on his face, had taken his estrangement. They hadn't left each other badly, but inside each one there was an incredible regret and the dream of being able to find each other again tomorrow and who knows ... - I can't believe it's really you, after all this time - - You still look like you used to, you haven't changed at all - - All this time, what have you been up to in life? Who knows who you will have become ... - - Well I've had some success. And you? Won't you tell me what you did when I was gone in your life? The cars whiz along the wide avenue, people walked quickly on the sidewalks and they find themselves sitting at a table in a trendy bar with two fragrant coffees in front of them. - If you have time ... And if you want, let's talk a bit - I must have been so lost in that moment Dance floor dust Blinding lights on the dance floor We were never completely satisfied then kisses and hugs in the crowd Feet moved and remember again The way we were so close in the dark The music was a thrill and magic in the dark. And there I missed the chance to make you mine, to hold you but to be lost in your eyes. The magic of the music continued with our shivers on me but I hadn't dared. Now I understand it, now I understand my mistake. - That evening, when I said goodbye, I should have walked you home - Yes, you should have done it - - Yet it seemed right not to even if ... I loved you. - - You never left me since that night, at least in my heart you know? - - Even then I tried to say goodbye, some things stay with you for life. - - I know they stay all your life. - Now they are together, walking in a side street full of trees and closed rooms, they are close, their arms touch each other, stop and look at each other again. - The street lights paint your face Roberto. - - It's late Loris, I hope to see you again and soon. - - Maybe and .. If you want it, angel with eyes of heaven. - - Yes, I want. - Giampaolo Daccò.

AVREI DOVUTO ACCOMPAGNARTI A CASA QUELLA SERA


 AVREI DOVUTO ACCOMPAGNARTI A CASA QUELLA SERA

Il tramonto sta scendendo sulla grande città, in quella grande via piena di negozi, di luci e vetrine colorate, le persone passeggiano incuriosite guardando le belle cose esposte.
Aiuole fiorite si tinteggiano di rosso e raggi di sole quasi scomparso tra i palazzi, fanno capolino nelle strade in direzione verso quel rosso che in breve tempo, con l'accensione dei lampioni diventerà un blu violaceo che con le sue ombre nasconderà, il chiarore delle ore precedenti.

Loris ormai cinquantenne, con fisico scolpito dalla palestra esce da un negozio con in mano due borse piene di abiti da palestra, si ferma un attimo a guardare l'ora e mentre si sta preparando a chiamare un taxi con il cellulare, ecco, davanti a lui come per incanto, si ritrova dopo quasi quindici anni Roberto, appena quarantenne, vestito in giacca cravatta che nascondono un fisico asciutto da modello. Il ciuffo sulla fronte si sposta con la sua mano e fissa incredulo davanti a se l'altro, Loris.
I loro occhi si incrociano, i loro sorrisi diventato un arcobaleno in un giorno di pioggia e subito un abbraccio.

Un abbraccio come quello di un giorno lontano dove, Loris aveva avuto paura dell'età di Roberto, diciotto contro i suoi trenta, troppi forse, com'era troppo l'amore che lo legava a lui. La paura gli fece perdere la fiducia e la serenità trasformando quel possibile futuro amore, in un affetto da fratello maggiore verso quello di fratello minore.
Non aveva mai saputo come avesse preso il suo allontanamento Roberto, quel ragazzino biondo dagli occhi grigi e tristi che lo avevo visto andare via dopo una carezza sul volto.
Non si erano lasciati male, ma dentro ad ognuno era rimasto un rimpianto incredibile ed il sogno di potersi ritrovare un domani e chissà...

- Non posso credere che sei davvero tu, dopo tutto questo tempo -

- Hai ancora l'aspetto di una volta, non sei cambiato affatto -

- Per tutto questo tempo, cosa hai combinato nella vita? Chissà chi sarai diventato... -

- Beh ho avuto un discreto successo. E tu? Non vuoi dirmi cosa hai fatto mentre io non c'ero più nella tua vita?

Le auto sfrecciano per il largo viale, le persone cammminavano veloci sui marciapiedi e loro, si ritrovano seduti ad un tavolino di un bar alla moda con davanti due caffè profumati.

- Se hai tempo...E se vuoi parliamo un po ' -

Devo essere stato così perso in quel momento
Polvere sulla pista da ballo
Luci accecanti sulla da pista da ballo
Non si accontentavamo mai del tutto
quindi baci ed abbracci tra la folla
I piedi si muovevano e ricordano di nuovo
Il modo in cui eravamo così vicini nell'oscurità
La musica era un brivido e magia nel buio.
E lì ho perso l'occasione di farti mio,
di stringerti ma di  essermi perso nei tuoi occhi.
La magia della musica continuava
con i nostri brividi addosso ma non avevo osato.
Adesso lo comprendo,
ora capisco il mio sbaglio.

- Quella sera, quando ti ho detto addio, avrei dovuto accompagnarti fino a casa -

- Sì, avresti dovuto farlo -

 - Eppure mi sembrava giusto non farlo anche se... Ti amavo. -

- Non mi hai mai lasciato da quella notte, almeno nel mio cuore sai? -

- Anche allora ho provato a dirti addio, alcune cose restano con te per tutta la vita. -

- Lo so rimangono per tutta la tua vita. -

Ora sono insieme, passeggiando in una via laterale piena di alberi e locali chiusi, sono vicini, le braccia si sfiorano, si fermano e si guardano nuovamente negli occhi.

- Le luci dei lampioni dipingono il tuo viso Roberto. -

- E' tardi  Loris, spero di vederti ancora e presto. -

- Forse e.. Se tu lo vorrai, angelo dagli occhi di cielo. -

- Si lo voglio. -

Giampaolo Daccò.

lunedì 15 febbraio 2021

YOUR MUSIC INSIDE MY SOUL


 YOUR MUSIC INSIDE MY SOUL


(by Giampaolo Daccò)

(photo italymagazine)

- Here I am, almost hidden in a small room in the loggia of the marvelous Della Scala theater. I don't want to be recognized or seen by anyone, I just don't feel like it.

I see hundreds of people now seated, an indistinct shouting that slowly fades into silence followed by an almost harmonic applause, the stage curtains have opened and the orchestra is already in formation.

What an emotion.

It is an important evening in Milan and they wanted to dedicate a concert in this beautiful theater to this anniversary.

I have come here for many years to hear with joy, what the Lord has created by placing in the hands, hearts, minds and souls of great authors and musicians that almost sacred art called Music.

In our very reserved place in the stalls, I sent my three daughters without husbands and sons, I did it for him, I did it so that in their hearts that poetry, that class, that talent that only their father can remain give to those wonderful creatures.

A gift for them, I invented an excuse not to "be present" the three young women of the house, but He knows the truth and knows where I am right now, He knows that soon I will look at him with love and listen to that trail of magic dust that will come out of his wand and ignite the sweet music that will take all those people to a fantastic world.

After thirty five years of marriage my heart is still beating, a heart full of love for him. A reciprocated love. -

While I am arranging my black evening dress and the mink stole on my shoulders, here, I hear louder voices and applause, He is about to enter, I fix my hair with my hand and I relax leaning on the backrest putting my hand on my heart.

Here he is, he has entered, he turns to the audience, smiles at them and looks at our daughters and immediately afterwards I meet his gaze that from over there sees me in the "secret place".

From that day Roberto never failed in this promise, he had brought me, he carries me and will always carry me in these fairytale worlds.

- Augusta - he told me that day, when for the first time he took me to La Scala, where he would become one of the great masters of opera and classical music - This will be our reserved place, these four armchairs, where you can listen to the girls the magic that emanates from those instruments, where this harmony will lead you to wonderful worlds and when you listen to it and I will be on stage directing, you will see that we will fly together in infinite spaces. I love you. -

Here, now begins, the last look at Francesca, Margherita and Lauretta our daughters seated attentive and proud of their blond father, while giving the starting signal with his "magic" wand. (The music begins with a slow andante that some violins and flutes give a luminous atmosphere that Augusta savors with radiant eyes, thoughts that only a poet, an artist, a true soul can generate in her mind).

"I feel carried away by this music,

I see fantastic images and sweet sounds,

that no painter has ever painted

This air goes straight into my heart,

and no writer has ever written. arouses emotions in my soul,

It is taking me to a world where

I let myself go like a spirit, like an angel floating in the sky.

My soul flies through firestorms,

this magical sound makes you disappear the shadows of the night and the darkness of fears.

it's like a tear of joy on your face,

in the midst of cold, humid, hot winds. It's like seeing an angel smile, it's like a sweet child's joke,

over an ancient valley where golden palaces,

it's like flying among flowers and leaves in the wind. Here is guiding me, this music, bends of cerulean rivers and emerald trees

No words, no questions and answers,

are under my eyes amazed by this beauty. We are Him and I, now, as lovers embraced, circling over an expanse of flowers and his kiss seals an infinite love.

without seeing and hearing anyone around,

only our looks and our mouths united in a kiss that smells of honey and roses. Here I am still dreaming with him, among these notes

as always, as every time: him and me.


Endless applause and shouts of joy awaken Augusta from her dream, she stands up and joins her delicate hands in a silent applause that only Roberto sees after the bow, with a fleeting glance at her, at that barely sketched smile, Augusta like a fairy out of a dream, their dream that has lasted for a long time, perhaps an eternity.Roberto's heart beats not only for the emotion he feels towards the public and for what he has given them, but above all it is for her, his woman, his muse with jade eyes who from up there, like an angel listen to his magical music that will transport them forever, to fantastic worlds.

Giampaolo Daccò

LA TUA MUSICA DENTRO NELLA MIA ANIMA


 
LA TUA MUSICA DENTRO NELLA MIA ANIMA

(di Giampaolo Daccò)
(photo italymagazine)

- Ecco sono qui, quasi nascosta in una saletta nella loggia del meraviglioso teatro Della Scala. Non voglio ne farmi riconoscere o vedere da qualcuno, proprio non me la sento.
Vedo centinaia di persone ormai sedute, un indistinto vociare che lentamente sfoca in un silenzio seguito da un applauso quasi armonico, i tendoni del palco si sono aperti e l'orchestra è già in formazione.
Che emozione.
sono tantissimi anni che vengo qui ad ascoltare con gioia, ciò che il Signore ha creato mettendo nelle mani, nel cuore, nella mente e nell'anima di grandi autori e musicisti quell'arte quasi sacra che si chiama Musica.
E' una serata importante a Milano e hanno voluto dedicare a  questa ricorrenza, un concerto in questo bellissimo teatro. 
Nel nostro posto fisso in platea, riservatissimo, ho mandato le mie tre figlie senza mariti e figli, l'ho fatto per Lui, l'ho fatto perché nel loro cuore rimanga quella poesia, quella classe, quel talento che solo il loro padre può donare a quelle meravigliose creature.
Un regalo per loro, ho inventato una scusa per non "essere presente" stupendo le tre giovani donne di casa, ma Lui conosce la verità e sa dove io sono in questo momento, sa che tra poco lo guarderò con amore ed ascolterò quella scia di polvere magica che uscirà dalla sua bacchetta e accenderà la musica soave che porterà tutte quelle persone in un mondo fantastico. 
Mentre sto sistemando il mio abito nero da sera e la stola di visone sulle spalle, ecco, sento voci ed applausi più forti, Lui sta per entrare, mi sistemo con la mano i capelli e mi rilasso appoggiandomi sullo schienale mettendo la mano sul cuore.
Eccolo, è entrato, si volta verso il pubblico, sorride loro e guarda verso le nostre figlie e subito dopo incontro il suo sguardo che da laggiù mi vede nel "posto segreto".
Dopo trenta cinque anni di matrimonio ancora mi batte il cuore, un cuore pieno di amore per Lui. Un amore ricambiato. -
- Augusta - mi disse quel giorno, in cui per la prima volta mi portò alla Scala, dove lui sarebbe diventato uno dei grandi Maestri della musica lirica e classica - Questo sarà il nostro posto riservato, queste quattro poltrone, dove potrai con le bambine ascoltare la magia che si sprigiona da quegli strumenti, dove questa armonia ti condurrà in mondi meravigliosi e quando l'ascolterai e sarò sul palco a dirigere, vedrai che voleremo insieme tra spazi infiniti. Ti amo. -
Roberto da quel giorno non mancò mai a questa promessa, mi aveva portato, mi porta e mi porterà sempre in questi mondi da fiaba.
Ecco, inizia ora, l'ultimo sguardo a Francesca, Margherita e Lauretta le nostre figlie sedute attente ed orgogliose del loro biondo papà, mentre da il segnale d'inizio con la sua bacchetta "magica".

(La musica comincia con un lento andante che alcuni violini e flauti donano un'atmosfera luminosa che Augusta assapora con occhi raggianti, nella sua mente arrivano pensieri che solo un poeta, un artista, un anima vera può generare).

"Mi sento trasportare da questa musica,
vedo immagini fantastiche e suoni soavi,
che nessun pittore ha mai dipinto
 e nessun scrittore ha mai scritto.
Quest'aria mi entra diritta nel cuore,
mi suscita emozioni nell'anima,
mi lascio andare come uno spirito,
come un angelo fluttuante nel cielo.
Mi sta portando in un mondo dove 
questo suono magico fa sparire
le ombre della notte ed il buio delle paure.
La mia anima vola tra tempeste di fuoco,
in mezzo a venti freddi, umidi, caldi.
E' come vedere un sorrido di un angelo,
è come un dolce scherzo di bambino,
è come una lacrima di gioia sul volto,
è come volare in mezzo a fiori e foglie nel vento.
Ecco mi sta guidando, questa musica,
sopra un'antica valle dove palazzi d'oro,
anse di fiumi cerulei e alberi di smeraldo
sono sotto ai miei occhi stupiti da questa beltà.
Siamo Lui ed io, ora, come amanti abbracciati,
volteggiare sopra una distesa di fiori
ed il suo bacio sigilla un amore infinito.
Nessuna parola, nessuna domanda e risposta,
solo i nostri sguardi e le nostre bocche
unite in un bacio che profuma di miele e rose.
Ecco sto ancora sognando con lui, tra queste note
senza vedere e sentire nessuno attorno,
come sempre, come ogni volta: Lui ed io.

Applausi infiniti e grida di gioia risvegliano Augusta dal suo sogno, si alza in piedi e unisce le sue mani delicate in un silenzioso applauso che solo Roberto vede dopo l'inchino, con uno sfuggente sguardo verso di lei, verso quel sorriso appena abbozzato, Augusta come una fata uscita da un sogno, il loro sogno che dura da tanto tempo, forse da un'eternità.
Il cuore di Roberto non batte solo per l'emozione che prova verso il pubblico e per quello che ha donato loro, ma soprattutto è per Lei, la sua donna, la sua musa dagli occhi di giada che da lassù, come un angelo stava ad ascoltare la sua musica magica che trasporterà per sempre loro, in mondi fantastici.

Giampaolo Daccò




mercoledì 3 febbraio 2021

IF YOU FEEL ALONE, COME BACK TO ME


 


I'm sitting on the windowsill of my living room, I see the landscape outside, a mixture of gray and blue due to the light winter rain and everything seems evanescent to my eyes.
It is like looking at a drawing in a storybook, it is like navigating in a light sea of ​​clouds, it is like staying still and immobile, immersed in a distant world ...
Yet I see in front of me your face and your green eyes staring at me, but I can't see your smile, I don't know if you are happy, if you feel nostalgia, if they are still in your thoughts.
Here comes in my heart like a poem, the words that I would like to say to you, that I would like to make you feel, transmit them in your heart and in your mind, words that happened long ago, that day inside me.

"Look at me, please, I know, I feel it,
I see that there is no love in your eyes
even if you try to pretend it's there.
you don't need to describe how you feel,
Please look at me in mine
that now the end has come between us.
I understood from the light of your gaze
I'll try not to cry despite your goodbye kiss.
And before you go out that door
But ... If one day ... If one day ...
I will never tell you how much I miss you now.
I'll be here waiting for you, waiting for your call.
If you ever will be lonely and sad or think of me, If you need me right now.
you're still in my heart, in my soul, you're the only one.
And even if your love has flown away forever or by mistake far to other beaches, know that So when you feel alone, call me
always think back to what I'm almost shouting at you in my mind:
I'll run, I'll fly to you, out of breath until I see you at the door waiting for me. Now looking you in the eye as you go
from my deepest thoughts that you have another,
if you are alone, if you feel abandoned remember I'm just like you too, more than you. My heart knows, has long known, but my love will be immensely yours,
because I came back to your mind, come here to me.
and if my heart is broken I'll never blame you indeed, I want you to be happy with him, I swear to you. If one day or one night you will whisper my name
Goodbye."


The warmth of the fireplace brings me back to reality, so the good smell of coffee, I return to the sofa by now that blue fairytale landscape has disappeared, I turn on the TV but your face is here with me once again and if anything you will feel alone, I am here. If you call me I'll run out of breath to you. Giampaolo Daccò.

SE TI SENTI SOLO, RITORNA DA ME


 

SE TI SENTI SOLO, RITORNA DA ME

(testo Giampaolo Daccò)

(foto stile.it - Gennaio)


Sono seduto sul davanzale della finestra del mio salone,

vedo il paesaggio fuori, un misto di grigio e azzurro dovuto alla leggera pioggia invernale e tutto sembra evanescente ai miei  occhi.

E' come osservare un disegno di un libro di fiabe, è come navigare in un mare leggero di nuvole, è come restare fermi ed immobili, immersi in un mondo lontano... 

Eppure vedo davanti a me il tuo volto ed i tuoi occhi verdi che mi fissano, ma non riesco a vedere il tuo sorriso, non so se sei felice, se senti nostalgia, se nei tuoi pensieri ci sono ancora.

Ecco nel mio cuore arriva come una poesia, le parole che vorrei dirti, che vorrei farti sentire, trasmetterle nel tuo cuore e nella tua mente, parole che sono accadute tempo fa, quel giorno dentro di me.


"Guardami, ti prego, io lo so, lo sento,

io vedo che non c'è amore nei tuoi occhi

anche se cerchi di fa finta che ci sia.

Ti prego guardami nei miei

non hai bisogno di descrivere come ti senti,

ho capito dalla luce del tuo sguardo

che ormai è giunta la fine tra di noi.

E prima che tu te ne andrai uscendo da quella porta

proverò a non piangere nonostante il tuo bacio d'addio.

Non ti dirò mai quanto sentio gia da ora la tua mancanza.

Ma... Se un domani... Se un giorno...

Semmai sarai solo e triste o mi penserai,

Se in quell'istante avrai bisogno di me.

Io sarò qui ad aspettarti, ad attendere la tua chiamata.

Ed anche se il tuo amore è volato via per sempre o

per sbaglio lontano verso altre spiagge, sappi che

sei ancora nel mio cuore, nella mia anima, sei l'unico.

Così quando ti sentirai solo, chiamami,

correrò, volerò da te, senza aver più fiato 

fino a che ti vedrò sulla porta aspettarmi.

Adesso guardandoti negli occhi mentre te ne vai

ripensa sempre a quello che ti sto quasi gridando con la mente:

se sarai solo, se ti sentirai abbandonato ricorda

anche io sono solo come te, più di te.

Il mio cuore sa, conosce da tempo, 

dai miei più profondi pensieri che tu hai un altro,

ma il mio amore sarà immensamente tuo,

e se il mio cuore è spezzato non ti darò mai la colpa

anzi, voglio che tu sia felice con lui, te lo giuro.

Se un giorno o una notte sussurrerai il mio nome 

perché ti sono tornato nella mente, vieni qui da me.

Torna di nuovo tra le mie braccia, sempre se sei solo.

Ricordati se puoi, se vuoi, sei l'unico nel mio cuore.

Addio."


Il calore del camino mi riporta alla realtà, così il buon profumo del caffè, ritorno sul divano ormai quel paesaggio azzurro da fiaba è scomparso, accendo la tv ma il tuo viso è qui con me ancora una volta e semmai ti sentirai solo, io sono qui.

Se mi chiamerai correrò a perdi fiato da te.


Giampaolo Daccò.

venerdì 22 gennaio 2021

L'ETERNITA' DEGLI AMORI DI UNA VITA


 

L’ETERNITA’ DEGLI AMORI DI UNA VITA

(testo Giampaolo Daccò)

(canzone "La Plage")

(lyrics Marie Laforet)


La bella donna ormai non più giovane, dagli occhi del cielo mattutino, dal dolce viso leggermente solcato da piccoli segni dell’età e con i lunghi capelli bianchi spazzati da quel vento tiepido di prima estate, passeggia sulla spiaggia dorata di quel mare francese del sud, con il vestito leggero e con in mano un cappello di canapa con una fascia di seta lilla che circonda la rotonda tesa.

Le impronte dei piedi scalzi lasciano una scia sulla sabbia mentre le onde leggere scivolano via vicino a lei, bagnando quella rena illuminata dal sole appena sorto.

E’ sola, sorride immersa nei suoi pensieri, è serena, è felice anche se i ricordi ogni tanto le lasciano cadere qualche lacrima di nostalgia, di un passato vissuto pienamente, di immagini e persone a cui ha e vuole bene ancora.

Non vuole avere rimpianti, vuole solo vedere negli occhi dei suoi cinque nipoti, dei suoi tre figli Julian, Margot e Vincent la serenità e consapevolezza di aver avuto un madre ed un padre che li hanno resi felici nonostante abbiano passato, come tante famiglie, molti travagli ma anche momenti indimenticabili come indimenticabile era stata sua suocera Yvette, che viveva qui, in questo posto stupendo dove tutta la famiglia passava l’estate e lei, come fosse destinata a portare avanti una tradizione, ha ricevuto da Yvette come eredità questa villa bianca dalle tante stanze, dalle finestre con le tende di lino che svolazzano al vento dell’estate a pochi metri dal mare.

La sua domestica che da trentacinque anni, una vita, l’aiuta in tutto diventandone più un’amica cara che una governante, la dolce Malinda, una donna delle Comore, arrivata nella sua famiglia dopo aver dato alla luce Margot per diventare oltre che donna di servizio, la tata di tutti, fino a che rimasta lei ed il marito Philip, malinda aveva ricoperto il ruolo di gestire le lor due case e tanto altro.

Malinda che si preoccupa per lei, Malinda che cucina bene, che fa tutto senza mai lamentarsi e sempre con il sorriso bianchissimo sule labbra, la signora dai capelli lunghi e bianchi è felice che abbia aiutato anche questa ragazzina tanti anni fa e che la ragazzina diventata donna, ora è come lei nonna e felice di vivere in questo posto meraviglioso, Malinda dalla pelle scura e dagli occhi che ti leggono dentro.

La donna si siede su una piccola roccia davanti al mare, poco lontano dall’incantevole paesino dalle case con i muri colorati, il “loro posto”, suo e di Philip.

Philip che se n’era andato via per sempre due anni fa, dopo averle dato un abbraccio d’addio, oh quando lo aveva amato quell’uomo biondo dagli occhi blu, conosciuto per caso quando era una giovane e bellissima stagista di architettura e lui era un giovane professore che per caso aveva sostituito il dottor Dernier, in una importante lezione all’università Sorbonne di Parigi.

Dopo poche settimane era sbocciato il loro amore, la loro passione, il desiderio di creare qualcosa insieme, un futuro insieme e con tutte le difficoltà, le gioie, i problemi e l’aiuto degli agiati genitori, nel giro di poco tempo, subito dopo la sua laurea a ventitrè anni, lei e Philip, si erano sposati e trasferiti a Lione.

Yvette la suocera viveva già nel sud della Francia e quando nacquero i tre figli, spesso lei sognava di trasferirsi dalla suocera, dove quel posto le donava tutta la serenità e la tranquillità che desiderava.

Ecco la sua vita è stata questa, non vuole piangere pensando a Philip, non vuole commuoversi all’idea della dolcezza dei nipoti Lucien, Etienne, Jean Claude, Yvette e Marie, non vuole immaginare il giorno in cui lei se ne andrà come ha fatto suo marito e lasciare Malinda nonostante Julian, il figlio maggiore con gli altri avevano deciso di tenerla per sempre in famiglia qui nella bianca casa sul mare.

Ecco ora sorride, sa di aver raggiunto l’equilibrio giusto, sa che può essere sicura che un giorno andrà da Philip ed intanto si aggiusta un poco i lunghi capelli bianchi mettendosi in testa il cappello di canapa mentre il sole si sta facendo più alto e caldo.

Bonjour Alix.” la voce del professor Mulas, che passeggia dietro di lei con Borbon, il suo simpaticissimo Golden Retriever al guinzaglio, la fa voltare verso di lui.

Oh bonjour professor Didier, come va oggi?”.

A parte Borbon che mi fa correre come un pazzo, tutto bene anche la mia artrite ahah.”

Lei è troppo simpatico Didier, vado bene anche io, la mia solita passeggiata mattutina.”

La vedrò poi al circolo per un caffè o un aperitivo?” le chiede gentilmente quel signore di altri tempi vestito di lino grezzo, dai modi raffinati che vive in un attico poco lontano insieme al suo compagno François.

Sicuramente, verrò con Malinda ed un’amica arrivata ieri da Lione”

Allora a più tardi Alix.”

Alix sorride e fa un saluto con un gesto della mano verso lo stravagante professore.

La spiaggia si sta popolando lentamente, ragazzini, giovani, mamme con figli, qualche coetaneo... La bella signora dai capelli lunghi e bianchi pensa ora di tornare a casa e con Malinda e l’amica Georgette, uscire per andare a godersi un buon caffè da Martin, nel centro della cittadina.

I suoi passi la riportano indietro verso casa, ma nella testa oltre al volto di Philip le ritorna in mente una canzone che amava tanto quando si era fidanzata con l’uomo che ha sempre amato, “La Plage” e sorridendo, si avvia cantandola sottovoce felice di essere serena e sentirsi amata ancora.


Quand sur la plage


Tous les plaisirs de l'été


Avec leurs joies


Venaient à moi


De tous côtés


L'amour offrait l'éternité


À cette image


De la plage ensoleillée

C'est bien dommage


Mais les amours de l'été


Bien trop souvent


Craignent les vents


En liberté


Mon cœur cherchant sa vérité


Vient faire naufrage


Sur la plage désertée


Le sable et l'océan


Tout est en place


De tous nos jeux pourtant


Je perds la trace


Un peu comme le temps


La vague efface


L'empreinte des beaux jours


De notre amour



Mais sur la plage


Le soleil revient déjà


Passe le temps


Le cœur conten
t

Reprends ses droits


À l'horizon s'offre pour moi


Mieux qu'un mirage


Une plage retrouvée


Mieux qu'un mirage


C'est la plage ensoleillée