- Ti abbiamo visto da lontano con uno che sicuramente era un amico di vecchia data. Vicino a lui sembravi suo figlio ma Giampy... Tu non invecchi mai? (A ridaje).
lunedì 24 maggio 2021
MA... E QUANDO INVECCHI TU?
- Ti abbiamo visto da lontano con uno che sicuramente era un amico di vecchia data. Vicino a lui sembravi suo figlio ma Giampy... Tu non invecchi mai? (A ridaje).
venerdì 14 maggio 2021
IL RE DELL'INVERNO
mercoledì 21 aprile 2021
UN FIORE BIANCO
UN FIORE BIANCO
Sono passati molti anni quando nacquero a distanza di qualche tempo due fiori: uno bianco ed uno rosa. Quello rosa era dolce, tenero e amorevole. Quello bianco cresceva in bellezza, luminosità e vivacità.
Il bianco spesso si specchiava nelle acque limpide del fiume, poggiato sulla riva erbosa accanto agli altri ed al suo timido fiore rosa, fratellino di sempre e così ogni primavera.
E come tutte le primavere, spesso lo sbocciare dei fiori fa si che alcuni di loro diventino grandi, forti e luminosi e così fu stato per il fiore bianco.
Questo fiore, più passava il tempo più desiderava di essere colto, amato, coccolato, mentre sperava questo, un giorno nuvoloso e oscuro due mani forti e dure lo strapparono dal suo posto lasciando il fiore rosa triste e solitario.
Il fiore bianco credeva che quelle mani lo portassero in una bella capanna dove ci sarebbe stata la felicità ed invece si ritrovò in mezzo alla tempesta, posato in un luogo freddo e secco, dove erbe cattive lo avevano imprigionato senza capire la sua fragilità.
Da quelle mani e dai semi del fiore bianco nacquero due germogli, germogli il cui colore non aveva la luce come il fiore bianco. Ma lui amava quei germogli che col tempo si stavano trasformando in fiorellini selvatici di campo, ma la paura che le facevano quelle mani era troppo forte.
Vedeva che i suoi fiorellini non capivano il suo stato d'animo e le sue paure e per proteggerli in un giorno di tempesta, si fece trasportare via dal vento anche se avrebbe voluto portarli con se, ma non poteva, sapeva che il vento era talmente vorticoso ed avrebbe potuto distruggerli durante quel viaggio, così rimasero in quella capanna con le erbe e quelle mani dure.
Il fiore bianco purtroppo si perse nelle folate e nel corso del tempo era rimbalzato da un luogo all'altro senza mai più tornare indietro, aveva cambiato molti prati e campi ma il suo cuore era rimasto fermo ai suoi germogli in quel luogo freddo e secco, senza sapere più nulla di loro.
Così si nascose per sempre a tutti in un campo selvatico, nonostante sapesse che il suo fratellino rosa lo cercava, se lo sentiva ma non trovava la strada giusta per ritornare su quel rivo verde vicino al fiume dove lo avrebbe ritrovato.
Il fiore rosa che nel frattempo era diventato grande, forte, aveva creato con altri fiori, una famiglia amorevole piena di calore ma gli mancava quello bianco che sempre cercava ed amava.
Intanto in quel campo selvatico il fiore bianco incominciò a perdere i sui petali lucenti, petali che divennero opachi, scuri, secchi e nel giro di poco caddero sulla terra arida e il suo stelo, la sua vita finì, solitario, ripiegato su se stesso e nessuno lo trovò più.
Il lungo cercare del fiore rosa era disperato fino a che un mattino, una colomba bianca arrivò fino a lui e nel suo becco c'era uno stelo scuro e glielo posò a terra. Disperato il fiore rosa riconobbe quello bianco in quel povero stelo poggiato davanti a se.
La rugiada cadeva dai suoi petali ma erano lacrime di cristallo, le lacrime dei fiori quando provano dolore, ma era felice di averlo ritrovato per sempre e da quel giorno il suo fratello bianco rimase con loro anche se la sua anima lucente era volata tempo prima nel vento delle stelle.
Ora il cuore del fiore rosa sa che un giorno lontano nel tempo si ritroveranno nel posto dell'amore, nel luogo dove tutti i fiori belli e colorati vivranno per sempre vicini in un prato meraviglioso sotto una luce dorata, dove non ci saranno mani dure a strapparli, perché lì, in quel luogo ci sarà solo amore.
E' una favola ma nella realtà è accaduta davvero. Ti ricorderò sempre fiore bianco, nella tua fragilità, bellezza e paure, così ti ricorda ancora adesso il tuo fiore rosa. Questa fiaba, la tua storia te la dovevamo per affetto e per ricordi indelebili.
Dedicata a Gabriella e Patrizia.
Giampaolo Daccò.
mercoledì 14 aprile 2021
OCCHI BLU OCCHI DI MARE
OCCHI BLU OCCHI DI MARE
(autor Giampaolo Daccò)
(photo E.M.S.)
Spagna
Barcelona-Sitges-Tarragona
Se3ttembre 2010.
Che vacanza fantastica, ventisei giorni incredibili, con amici ed i nostri amori e questo viaggio lungo nella Catalunya, dove il mare e le montagne donano al paesaggio qualcosa di speciale come speciali sono Barcelona e Sitges, città di mondo, città dove la libertà è una parola naturale e dove la gente, a dispetto di chi parla dei catalani come persone chiuse (i miei avi erano della zona), avevamo trovato persone davvero stupende e sono nate nuove amicizie.
Era stato un anno di lavoro intenso e stancante e non vedevamo l'ora di partire, di vedere il mare, di fare questo viaggio in auto fermandoci per mangiare panini preparati a casa in varie tappe tra Italia, Francia e Spagna e tutto ciò ha dato una soddisfazione incredibile, specie la Camargue ed il Perpignano, che hanno rivelato vedute incredibili.
A metà vacanza, avevamo deciso di passare due giorni a Sitges (anche se ci andavamo spesso per la spiaggia ed il mare ma anche per la splendida cittadina bianca appoggiata tra un piccolo colle e la rena), il primo giorno al mattino spiaggia e pranzo nel piccolo albergo dove avevamo alloggiato, poi tutti a riposare in camera, poi nel tardo pomeriggio di nuovo in spiaggia a prendere il sole, fare i bagni e conoscere nuove persone.
Ero rimasto solo sulla sdraio sotto le tende che ombreggiavano la spiaggia cocente, era una giornata davvero calda, tutti erano in giro o in mare, non mi stavo annoiando anzi, una specie di tranquillità mi aveva preso così avevo deciso di leggere qualcosa ma all'improvviso non so il vero motivo, avevo deciso di andare in paese per un gelato, da solo e godermi un poco di serenità. Nel frattempo E. mi aveva raggiunto e vistomi alzare e mettere un pareo attorno ai fianchi, mi aveva chiesto cosa stessi facendo, con calma gli avevo detto dell'idea di una passeggiata solitaria e magari gustarmi un gelato. Aveva annuito e socchiuse gli occhi,
Avevo salito i gradini che accedevano al lungo mare, le palme ombreggiavano il mio camminare sul terrapieno, molte persone passeggiavano parlando, bevendo bibite, chi sfrecciava in pattini e chi seduto sulle panchine discutevano di chissà cosa. Ecco che all'improvviso avevo visto la gelateria che cercavo, colorata di giallo e rosa, qualche pianta sul terrazzo per far ombra ed eccomi là, seduto con in fronte il mare azzurro ed un vento caldo ma piacevole che mi sfiorava, così mi ero rilassato appoggiandomi allo schienale della sedia. al cameriere avevo ordinato una coppa di gelato alla crema, pistacchio e cioccolato, il quale era arrivato sul tavolino nel giro di cinque minuti, allettante, fresco e gustoso, ovviamente pagato subito con tanto di scontrino. Cosa potevo volere di più in quel momento?
Al terzo cucchiaio una sfera dispettosa di luce mi aveva colpito gli occhi, mi voltai verso quella luce e avevo visto due ragazze ed un ragazzo sui venti, venticinque anni poco distanti , con uno specchietto in mano e ridevano simpaticamente verso di me. Avevo sorriso loro facendo capire che il gioco non mi aveva disturbato ed il ragazzo con lo stesso specchietto nuovamente cercava di colpirmi il viso con la luce riflessa del sole. Avevo fatto un cenno come dire perché questo gioco proprio a me?
Una delle ragazze, quella dai capelli corvini lunghissimi e dagli occhi neri e penetranti aveva guardato il giovane accanto anche lui dai capelli neri e ricci, mentre l'altra giovane con una treccia rossa mi sorrise ed aveva incominciato a parlare:
- A todos nos gusta mucho tu ojos azules! -
"Che sfacciataù" avevo pensato "Ho quarant'anni non venti come loro..." lei imperterrita aveva continuato senza aspettare una mia risposta.
-Y usted ¿cuál de nuestros tres ojos oscuro favorito? - Mi ero sentito leggermente in imbarazzo e non sapevo se far finta di arrabbiarmi e stare a quel gioco sciocco di ragazzini, ovvio che mi provocavano ma era ovvio che il mio aspetto non era rettamente mediterraneo, si era capito benissimo che avrei potuto essere straniero e magari non conoscevo la lingua, certo non perfettamente ma me la cavavo benino con il castigliano.
Era una provocazione ovviamente, l'incoscienza dei loro anni, la loro simpatia e sorrisi ma provavo simpatia così istintivamente avevo preso la mia coppa di gelato, mi ero alzato e seduto con loro sulla sedia vuota vicino alla ragazza dalla treccia rossa, subito davanti ai loro occhi sorpresi avevo esordito:
- Mi abuela solìa decir: para una buena comida tiene mucho cursos, pero en caso Yo prefiero mi helado con crema batica ... Adios muchachos. - avevo finto con un sorriso largo alzandomi dal loro tavolo, ormai avevo finito il mio gelato e dicendo loro queste parole e mi vennero in mente quelle della mia nonna maria, donna molto aperta mentalmente ma spiritosa e gioviale, praticamente avevo detto loro:
lunedì 22 marzo 2021
NON SAI QUANTO TI AMO
mercoledì 10 marzo 2021
TI HO INVENTATA NEI MIEI SOGNI
Ti ho inventata nei miei sogni, e tu ora guardandomi negli occhi fai finta di nulla?Forse non ricordo o meglio non vuoi ricordare tutto quello che ti ho dato, che tu hai donato? Anche se ho sbagliato e avrei dovuto darti tutto il mio cuore e non solo una parte. ti ho insegnato, ti ho inventa io nei sogni. Ti ho creata io, sei la mia fantasia, il mio tutto. Tutto cioè che sei, che hai fatto, sono tutta opera mia anche le parole. Hai detto "Ti amo", ma non lo hai mai pensato davvero perché sono stato io a dirlo, come tutte le parole e i gesti. Oggi hai deciso di lasciarmi e di andare via, dalla mia vita, dalla mia fantasia ma non ti lascerò farlo perché per sempre, ti ho inventata io e non porterai via tutti i sogni che ho fatto su di te. Amore mio. Un cuore non si inventa, come non si inventa l'amore tuo e così è solo la mia immaginazione, una immaginazione che mi aiuta a vivere, perché sei e sarai bellissima per sempre. Con me.
- Arrivederci Ludovico, buona giornata. - Oddio era lei ed io immerso in questo sogno, ho fatto in tempo a farle un cenno e Lei era a due passi, spero non abbia pensato che fossi addormentato o rimbambito. Che bella, che sogno...
Ma, il sogno che stupido era? Di solito immagino storie romantiche e viaggi, baci e giochi tra di noi ma che strana storia mi sono inventato anzi, ho pensato di avere inventato lei, nata dai miei sogni e la manovravo come un burattino, ma forse, anzi è così davvero? Oppure sto battendo i coperchi nel mio cervello? Chissà.
Bene torniamo a casa vecchio mio, Adelina sarà in pensiero e non vedo l'ora di gustarmi i suoi piatti ma domani... Domani sarò di nuovo qui a sognare, a sognarti, a sognare Lei, la bionda e reale donna, eppure inventata nei miei sogni.
Giampaolo Daccò.
mercoledì 24 febbraio 2021
I SHOULD HAVE ACCOMPANIED YOU HOME THAT EVENING
AVREI DOVUTO ACCOMPAGNARTI A CASA QUELLA SERA
lunedì 15 febbraio 2021
YOUR MUSIC INSIDE MY SOUL
YOUR MUSIC INSIDE MY SOUL
(by Giampaolo Daccò)
(photo italymagazine)
- Here I am, almost hidden in a small room in the loggia of the marvelous Della Scala theater. I don't want to be recognized or seen by anyone, I just don't feel like it.
I see hundreds of people now seated, an indistinct shouting that slowly fades into silence followed by an almost harmonic applause, the stage curtains have opened and the orchestra is already in formation.
What an emotion.
It is an important evening in Milan and they wanted to dedicate a concert in this beautiful theater to this anniversary.
I have come here for many years to hear with joy, what the Lord has created by placing in the hands, hearts, minds and souls of great authors and musicians that almost sacred art called Music.
In our very reserved place in the stalls, I sent my three daughters without husbands and sons, I did it for him, I did it so that in their hearts that poetry, that class, that talent that only their father can remain give to those wonderful creatures.
A gift for them, I invented an excuse not to "be present" the three young women of the house, but He knows the truth and knows where I am right now, He knows that soon I will look at him with love and listen to that trail of magic dust that will come out of his wand and ignite the sweet music that will take all those people to a fantastic world.
After thirty five years of marriage my heart is still beating, a heart full of love for him. A reciprocated love. -
While I am arranging my black evening dress and the mink stole on my shoulders, here, I hear louder voices and applause, He is about to enter, I fix my hair with my hand and I relax leaning on the backrest putting my hand on my heart.
Here he is, he has entered, he turns to the audience, smiles at them and looks at our daughters and immediately afterwards I meet his gaze that from over there sees me in the "secret place".
From that day Roberto never failed in this promise, he had brought me, he carries me and will always carry me in these fairytale worlds.
- Augusta - he told me that day, when for the first time he took me to La Scala, where he would become one of the great masters of opera and classical music - This will be our reserved place, these four armchairs, where you can listen to the girls the magic that emanates from those instruments, where this harmony will lead you to wonderful worlds and when you listen to it and I will be on stage directing, you will see that we will fly together in infinite spaces. I love you. -
Here, now begins, the last look at Francesca, Margherita and Lauretta our daughters seated attentive and proud of their blond father, while giving the starting signal with his "magic" wand. (The music begins with a slow andante that some violins and flutes give a luminous atmosphere that Augusta savors with radiant eyes, thoughts that only a poet, an artist, a true soul can generate in her mind).
"I feel carried away by this music,
I see fantastic images and sweet sounds,
that no painter has ever painted
This air goes straight into my heart,
and no writer has ever written. arouses emotions in my soul,
It is taking me to a world where
I let myself go like a spirit, like an angel floating in the sky.
My soul flies through firestorms,
this magical sound makes you disappear the shadows of the night and the darkness of fears.
it's like a tear of joy on your face,
in the midst of cold, humid, hot winds. It's like seeing an angel smile, it's like a sweet child's joke,
over an ancient valley where golden palaces,
it's like flying among flowers and leaves in the wind. Here is guiding me, this music, bends of cerulean rivers and emerald trees
No words, no questions and answers,
are under my eyes amazed by this beauty. We are Him and I, now, as lovers embraced, circling over an expanse of flowers and his kiss seals an infinite love.
without seeing and hearing anyone around,
only our looks and our mouths united in a kiss that smells of honey and roses. Here I am still dreaming with him, among these notes
as always, as every time: him and me.
Endless applause and shouts of joy awaken Augusta from her dream, she stands up and joins her delicate hands in a silent applause that only Roberto sees after the bow, with a fleeting glance at her, at that barely sketched smile, Augusta like a fairy out of a dream, their dream that has lasted for a long time, perhaps an eternity.Roberto's heart beats not only for the emotion he feels towards the public and for what he has given them, but above all it is for her, his woman, his muse with jade eyes who from up there, like an angel listen to his magical music that will transport them forever, to fantastic worlds.
Giampaolo Daccò









