“Apro questo nuovo anno sotto il cielo di Milano, tra ciò che cambia e ciò che resta. Che le sue strade, i suoi venti, le sue luci e le sue ombre mi conducano verso le storie che ancora non conosco. Entro nel 2026 con passo lieve e cuore aperto, lasciando che sia la città a mostrarmi la via.”
PROLOGO 2026
Milano, la città che ti guarda
Milano non è una città. È un respiro. Un ritmo che cambia, accelera, rallenta, si ferma un istante e poi riparte come se avesse un cuore tutto suo.
Chi ci vive lo sa: Milano ti osserva. Ti segue mentre cammini tra le vetrine del centro, tra visi che non conosci e che non conoscerai mai, tra passi veloci, telefoni che squillano, risate improvvise, pensieri che si perdono nel rumore. E tu, riflesso in un vetro, ti chiedi se qualcun altro, in mezzo a quella folla, stia pensando di scappare verso il mare, verso un bosco, verso un altrove che profuma di silenzio.
Poi basta una voce gentile, una signora elegante che ti dice: “Sa? Anch’io volevo scappare. Poi ho capito che non potevo fare a meno di questa splendida e terribile città.” E capisci che Milano è così: ti respinge e ti trattiene, ti stanca e ti consola, ti ferisce e ti cura.
Milano è l’incanto delle piccole cose che non guardiamo più: un caffè preso osservando la gente passare, un angolo storico che resiste al tempo, una cioccolata calda in un pomeriggio d’inverno, un amico che incontri per caso e che ti cambia la giornata.
Milano è anche quella vista dall’alto, nelle sere d’afa, quando sali sul tetto per respirare e davanti a te si apre un mare di case, luci, finestre, grattacieli nuovi che sfidano il cielo. Eppure, sopra tutto questo, il cielo resta identico: le nuvole, il sole, la luna, le stelle. Loro non cambiano mai. Siamo noi a cambiare sotto di loro.
E poi ci sono quei giorni rari, quasi miracolosi, in cui soffia il föhn. Un vento caldo che arriva da nord e spazza via tutto: smog, malinconie, confini. Il cielo diventa di un azzurro così intenso da sembrare irreale — quello di cui parlava Manzoni, “il cielo di Lombardia, così bello quando è bello”. E allora, guardando verso nord, ti sembra di poter toccare le montagne: la Grigna, il Resegone, le cime della bergamasca, del lecchese, del comasco, tutte nitide come se fossero a un passo. In quei giorni Milano non è più solo città: è una finestra spalancata sull’infinito.
E poi ci sono i Navigli, che scorrono lenti verso i paesi della provincia, portando con sé storie d’acqua, di barche, di cortili nascosti, di sere d’estate che profumano di basilico e zanzare. Anche questa è Milano. Una Milano che non si vede subito, ma che ti entra dentro piano, come una musica lontana.
Milano è la nebbia che non c’è più, ma che vive ancora nell’immaginario di tutti. Una nebbia che avvolgeva le vetrine come lanterne di un villaggio incantato, che trasformava il Duomo in un’apparizione, che rendeva la Galleria un passaggio verso un altro mondo. Era fredda, sì, ma proteggeva. Era umida, sì, ma sapeva di casa.
Milano è i tram gialli che non hanno fretta, le luci di Natale che accendono il cuore, il traffico che ti fa arrabbiare, le estati roventi che ti svuotano, i negozi di lusso e le case di periferia, i giardini nascosti dietro portoni anonimi, le osterie del Giambellino, i ricchi di piazza Duse, i nuovi quartieri che sembrano città del Nord Europa, e quelli vecchi che profumano ancora di pane, ferro e storie.
Milano è tutto questo. E molto di più.
È la città che fa incontrare, separare, amare, perdersi, ritrovarsi. La città che decide i destini senza mai dirlo. La città che ti cambia anche quando non vuoi. La città che ti resta dentro anche quando te ne vai.
E così, prima di iniziare le storie del 2026, prima di parlare di ombre, scelte, incontri e addii, prima di aprire le porte dei capitoli milanesi…
entra in Milano. Respirala. Ascoltala. Lascia che sia lei a raccontarti ciò che verrà.
Formula di Chiusura - Prologo
“Ora che Milano ha parlato, ora che le sue strade hanno sussurrato il loro primo segreto, il viaggio può cominciare. Chi leggerà queste pagine scoprirà che ogni storia è una scelta, ogni scelta un’ombra, ogni ombra una luce che aspetta di essere vista.”
INDICE DEI CAPITOLI - Ciclo “Le Ombre e le Scelte”:
1° capitolo: Nei tuoi occhi.
2° capitolo: Una tram nella sera.
3° capitolo: L’attesa in un mattino.
4° capitolo: Sette notti con te.
5° capitolo: Un posto incantato.
6° capitolo: Avrei dovuto accompagnarti a casa.
7° capitolo: Matisse, Gauguin e Monet.
8° capitolo: Sotto la pioggia… Fine di un amore.
9° capitolo: Nei tuoi occhi.
10° capitolo: In quella strada.
11° capitolo: Prigione d’asfalto e cemento.
12° capitolo: Città di neve.
13° capitolo: Cristallo di ghiaccio.
14° capitolo: Viale dei tigli.
15° capitolo: La via delle Farfalle.
Sigillo del Ciclo 2026
Simboli della serie: “Milano, Le Ombre e le Scelte”
Tram — Guglia — Acqua
Il passo, l’ascesa, il flusso.
Tram = il movimento, la memoria, la città che scorre
Guglia = il destino, l’ascesa, la verticalità di Milano
Acqua = i Navigli, il respiro, ciò che unisce e separa




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