lunedì 12 gennaio 2015

Fotoromanzi Lancio: GIAMPAOLO DACCO' intervista FERNANDO DEL MARRO




Giampaolo Daccò intervista 

FERNANDO DEL MARRO. Un regista per amico.

Fernando del Marro è il primo personaggio Lancio che ho voluto intervistare (sottoponendolo ad un assalto che avrebbe sfinito anche un Santo e che neanche Antonello Musella sarebbe riuscito a portare a termine) per la gioia di tutti noi lettori e lettrici che da sempre abbiamo sognato con le storie magnifiche che questa grande ed unica Casa Editrice ci ha regalato. 
   Non ho voluto fare un'intervista normale come si fa ai divi e come spesso si legge sulle riviste specializzate, ma diciamo che la nostra è stata una chiacchierata a ruota libera, per far conoscere, attraverso i suoi racconti, quest'uomo che ha dedicato, con passione, alla “nostra” casa editrice, il lavoro di una vita. 
  Fernando, Nando per gli amici era, è e sarà per sempre, un grande regista, una forza della natura, un uomo fedele alla sua grande Lancio.Ma bando alle ciance e passiamo ora alla classica sua scheda introduttiva, che ormai conosciamo quasi tutti: 
   Fernando Del Marro, nasce a Roma il 21 Agosto 1945, alto 1,70, capelli e occhi scuri, diplomato geometra, è sposato e vive nella città eterna da sempre e si “vanta" di non aver fatto nessuna attività sportiva in favore della gioia di assaporare le comodità della vita (quest'ultima frase l'ho aggiunta io leggendo tra le sue parole, sperando in un perdono).
   Abbiamo preferito tralasciare l'aspetto privato della sua vita in quanto Nando è persona molto attenta alla sua privacy e credo sia giusto così, dicendomi che le lettrici ed i lettori amano di più e sono più attratti dagli attori e dalle attrici in cui si identificano, mentre per registi e altri membri della troupe c'è più soltanto curiosità, anche se io da lettore non sono d'accordo. Ma siccome anche noi siamo curiosissimi nei suoi confronti, e volendolo conoscere meglio, ci faremo raccontare a costo di metterlo sotto tortura, qual è stata la sua vita lavorativa alla Lancio.    Fernando inizia a raccontarmi in modo normale come se ci conoscessimo da sempre la sua avventura alla Lancio:
   Appena diplomato, avevo 19 anni, un amico coinquilino del palazzo dove abitavo, Fabrizio Albertini, un grande maestro della fotografia, mi ha portato con lui alla Lancio, dove era impiegato, perchè s'era liberato un posto da fotografo. Io avevo, precedentemente, fatto un corso di foto x corrispondenza. Così ho cominciato il mio lavoro alla Lancio nel 1964, ottobre. Aiuto fotografo del grande Fabrizio Albertini. Il mio maestro. Lui è ancor oggi un Artista magico! Sei mesi dopo ho fatto il mio primo fotoromanzo con una Rollei mm 3,5 e con la regia del mai dimenticato Sergio Cecconi. Ho lavorato poi con registi come Francioli e Carlo il marito di Adriana dai quali ho imparato tutto e messo a frutto, con passione, anche la loro professionalità A 23 anni, giugno 1969, con Adriana Rame come protagonista, ho realizzato il primo foto come regista (soltanto Antonello conosce i titoli dei foto, me li ha indicati tutti).
   Poi la prima serie Lucky Martin, realizzata quando Francioli è andato via da noi. Ho diretto questa serie di successo fino all'ultimo numero. Il primo foto a colori della Lancio l'ho realizzato insieme a Paolo Brunetti un altro grandissimo regista mai dimenticato. Poi con gli anni, l'esperienza e la fiducia che i proprietari della lancio avevano avuto in me, sono stato incaricato della produzione di tutti i nostri mensili e della responsabilità artistica. 
   La differenza che la LANCIO aveva con tutte le altre società produttrici di fotoromanzi, era sostanziale: Siamo stati per primi a realizzare foto “completi” a cadenza mensile. Sogno e Grand Hotel erano settimanali e i foto erano a puntate. I nostri protagonisti ed attori erano scelti “dalla strada”, facevamo provini e test tutte le settimane a ragazzi e ragazze che non erano certamente famosi.Spesso fermavamo per strada studenti che avevano caratteristiche di fotogenia abbastanza convincenti. 
   Franco Gasparri per esempio, ci fu presentato da una conoscente comune. Aveva appena finito il servizio militare nei paracadutisti, aveva ancora i capelli cortissimi. Il mio direttore mi pregò di verificare la sua fotogenia...E, fatto il test, non si è più fermato! E’ diventato uno degli uomini più belli d'Italia. Ancor oggi sarebbe ai primissimi posti nel gradimento del gentil sesso. 
   Sapendo quanto importanti fossero i primi piani (PP) per evidenziare i bellissimi lineamenti dei ragazzi e delle ragazze che chiamavamo a partecipare ai nostri foto, comprammo una macchina fotografica Hasselblad con un teleobiettivo mm 500, per ottenere la “morbidezza” indispensabile per realizzare quelle bellissime foto di cui siamo ancor oggi orgogliosi e che ci hanno fatto apprezzare da cinque milioni di lettori/trici al mese, negli anni '70/80.
   Qualche piccolo aneddoto posso raccontarlo, senza esagerare però, meglio lasciar fantasticare i nostri fans sui loro beniamini. Il giorno in cui le sorelle Rivelli (Claudia e Francesca diventata poi Ornella Muti; in una confidenza fatta a Giampaolo tempo fa, ho detto che Claudia era bellissima e di una fotogenia incredibile, tant'è che con Michela Roc – altra donna dal volto di “eterna bambina” è stata la più amata e ricordata ancora oggi. 
   Quegli occhi verdi, incredibilmente grandi, e la bella bocca imbronciata, fece sognare tutti) sono arrivate da noi, Francesca, ha preteso che il solo regista con cui avrebbe lavorato dovevo essere io (immaginate se non potevo essere più felice di così, con la futura e bellissima Ornella Muti).
   E ha lavorato subito con Franco Gasparri, due foto in b/n. Era sorprendente! Incredibile sintesi di donna aggressiva (nelle espressioni), e di ragazzina sprovveduta (nella voce e negli atteggiamenti). Ma con un corpo da PIN UP anni '60. Se attraversavi la strada al suo fianco t'accorgevi immediatamente che il traffico si fermava. Sempre! Claudia Rivelli, invece, ha sempre preferito lavorare con Paolo Brunetti. Lui era molto più signorile di me: calmo, educato, cortesissimo e molto bravo a far interpretare alle nostre protagoniste, con quanta più veridicità possibile, i ruoli e i personaggi descritti nella sceneggiatura; ma non dovevi stargli vicino quando perdeva la calma! Era una furia incontenibile. E aveva quasi sempre ragione! (Ecco così ho svelato inconsciamente che di calma e pazienza non ne ho troppa, purtroppo).
    Però confesso che l'attrice con cui ho avuto un feeling incredibile era Paola Pitti. Bastava un gesto o una parola e lei sapeva già cosa fare. Confesso d'essere stato sempre molto stimato dai miei attori. Spesso dicevo che prima d'assumere una posizione, sopratutto all'inizio d'una sequenza, dovevano riflettere su cosa il loro personaggio aveva fatto prima d'iniziare la scena, cosa stavano facendo e cosa avrebbero fatto. 
   Ogni "posizione" che assumevano, doveva avere una sua propria precisa giustificazione. Ero stimato per l' aspetto tecnico del nostro lavoro: venivo dalla fotografia, e sono geometra. Gli obiettivi fotografici non avevano segreti per me, e la pagina era una successione di spazi da usare per illustrare una sequenza fotografica. Le pagine (impaginazioni) più innovative sono state, quasi sempre, inventate e utilizzate da me (che spesso "rubavo" ai disegnatori dei nostri due settimanali a fumetti). 
   Con molti dei fotografi e dei registi della Lancio Bertacchini, Cavicchia, Calisi, Sebastianelli, Di Muro, Marchetti, Pacelli ho collaborato per migliorare sempre più le tecniche del nostro lavoro, raggiungendo buoni risultati. Inoltre vorrei ricordare, in questa occasione, i registi, miei amici, che hanno contribuito a far grande la Lancio lavorando SEMPRE con dedizione e impegno. Vittorio Richelmy, Ivan Rassimov,  Sergio Cecconi, Luciano Francioli, Carlo Minnucci, Claudio Ferrari, Massimo Tonna, Ivan Rassimov, Ornella Pacelli...
   Prima di terminare questa chiacchierata col mio amico Nando, voglio sottolineare che è stato il più giovane regista della Lancio, fedele fino alla chiusura degli stabilimenti, anche se non più impegnato attivamente da qualche anno, ma sempre indissolubilmente legato per la vita a questa Società. Una chiusura che ha dato un grande dolore a noi tutti che, per decenni, l'abbiamo amata e ne siamo stati fedeli comprimari. E sono convinto che, nonostante tutto, la Lancio, la NOSTRA lancio, è stata, è e sarà per sempre nei nostri cuori.
Staff - Giampaolo.


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