venerdì 16 gennaio 2015

Fotoromanzi Lancio: GIAMPAOLO DACCO' intervista KATIUSCIA





KATIUSCIA, una peste tutta da amare

Non è stato facilissimo poter ottenere la sua intervista ma non perché LEI non sia disponibile o non ne voleva sapere, ma davvero LEI è una donna super impegnata, col suo lavoro, con la sua famiglia e tante altre cose e comunque devo dire grazie a due miei amici (che definisco rompiballe) che sono addirittura amici suoi cioè di LEI, che ho potuto “conoscerla” e anche se per un disguido di lavoro non ci siamo trovati a cena insieme (e lì altro che domande avrei fatto), finalmente LEI mi ha concesso gentilmente il suo tempo disponibile... Come? Volete sapere chi è? Vi darò due indizi fondamentali:
E' STATA UNA PESTE e HA RIVOLUZIONATO DEFINITIVAMENTE il modo di recitare nei fotoromanzi:
CATERINA PIRETTI e cioè la MITICA KATIUSCIA,  una peste tutta da amare.
Anche ora è una donna vivace, simpatica, sempre in movimento e piena di impegni come giustamente dev'essere una persona, in effetti non è cambiata molto, come carattere e anche fisicamente (in persona è decisamente molto  molto carina).
Devo dire che mi sono troppo divertito con le sue storie, era una ribelle, una combina guai e potrei scrivere decine di titoli delle storie interpretate, ma è stata anche drammaticamente bravissima anche nei ruoli drammatici. Un'attrice completa dove molte ragazze si identificavano in lei, ragazze che ne hanno fatto una diva: una bellezza dolce e sbarazzina e non quella classica da diva, il linguaggio moderno e i gesti non statici, ribelle, fanatica e sempre in contrasto con il partner praticamente una manna per le lettrici che trovavano in lei perfettamente loro stesse. Ma passiamo un po' a chiedere curiosità, notizie, insomma chi era, chi è ora Caterina o Katiuscia che dir si voglia.

GP : Che tipo era Katiuscia ed invece Caterina Piretti in quegli anni dell'adolescenza, quali erano le tue esigenze, pregi e difetti. Cosa amavi di più e cosa ti aspettavi dalla tua vita?

Caterina: Quando si è molto giovani, come quando iniziai il lavoro alla Lancio, la cosa che si ama di più è la libertà in tutti i sensi, cosa meravigliosa ma altrettanto pericolosa. In quegli anni non avevo molte aspettative, vivevo alla giornata. Ero molto giovane e perciò non si pensava al futuro, per me ogni giorno era una novità, a 15 anni si hanno le stesse esigenze e sogni delle proprie coetanee.

GP: Col tempo ti sei creata una famiglia, ti sei sposata e hai avuto un figlio. Che tipo di madre sei o pensi di essere? Diciamocelo, per tutti i fans, amare un personaggio noto e sapere che sia una persona come noi con la sua vita normale, famiglia, ed altro, aldilà del lavoro di attrice credo sia molto bello, un po' come se ci si rassicurasse che davvero esistiate. (ricordo che a Marina Coffa, una signora che l'aveva incontrata al super mercato le chiese “Signora, ma anche lei fa la spesa?” come fosse una cosa incredibile) che non viviate in un mondo diverso e più fantastico del nostro.

Caterina: Che dire, il mio ruolo di madre è molto particolare, con Neri-mio figlio, parliamo spesso di ogni argomento e soprattutto di questo: come madre e di quanto io mi sia impegnata a non fargli sentire troppo la mancanza del padre, (Gabriele, purtroppo è morto quando Neri aveva solo tre anni) e immaginate una donna da sola crescere un figlio, è una cosa molto difficile perché devi essere entrambi e la cosa non è facile. Credo proprio di essere una madre attenta e partecipe. Mi metto spesso in discussione e cerco di risolvere i nostri problemi confrontandomi. In definitiva sono felice di avere un figlio come Neri e lui è altrettanto felice di avere una madre come me, possiamo dire di esserci amati ed aiutati a vicenda, sono molto soddisfatta.

GP: Sei arrivata alla Lancio quando avevi circa 15 anni, una bambina si può dire, come consideravi il tuo lavoro alla Lancio, se i tuoi desideri di allora come prima donna erano realizzati ed eri consapevole di tutto ciò.

Caterina: Beh devo dire che non mi sono mai sentita una prima donna, anzi, mi sentivo "calimero" rispetto alle varie dive che lavoravano alla Lancio. Ero casinista e ribelle forse per impormi rispetto alle bellezze che mi circondavano. Ero un po' come il personaggio di Katiuscia, non so spiegare ma le altre attrici mi sembravano al di sopra fisicamente ed invece il mio successo e le lettere delle fans che arrivavano, i consensi e le storie interpretate sempre più belle ed impegnative, confermavano il contrario, cioè che piacevo molto.

GP: Secondo te che cosa hai dato al suo pubblico in tutti quegli anni alla Lancio e come vedevi le lettrici ed i lettori?

Caterina: Giampaolo ti dico solo che per il mio pubblico ho avuto un gran rispetto, addirittura ti confesso che la mia migliore amica è stata Antonella (mia fan accanita). Con lei ho condiviso tutta la mia vita. Oggi purtroppo non c'è più ma il mio amore per lei è unico. A parte Paola mia sorella, con gli altri colleghi avevo rapporti normali, poi distanza di molti anni quando già non ero più la “diva dei fotoromanzi” ho fatto amicizia con altri fans che mi hanno sempre voluto bene, ma i miei preferiti sono Roberto e Davide (che sono pure  i miei amici che definisco rompiballe e che vedo abbastanza spesso, soprattutto Davide e confesso che con loro si parla di Caterina e Paola e dei fotoromanzi Lancio).
GP: Caterina, quali erano i tuoi ruoli preferiti e se c’è qualche storia a cui eri più affezionata?
Caterina: Per me non si trattava di interpretare un ruolo perché gli sceneggiatori “scrivevano il 90%” delle storie su di me, proprio per come ero e credo non facessero molta fatica nel conoscermi, poi la loro fantasia galoppava ovvio. Quando interpretavo storie drammatiche, per assurdo, mi divertivo molto... Dovevo recitare e lì mi scoprivo davvero attrice e anche brava. Uno per tutti... “Come è triste Venezia per me”. Un successo formidabile sia per noi attori che l'interpretammo che per la Lancio, ancora oggi è uno dei fotoromanzi più ricordati, e soprattutto il mio ruolo ben diverso dai soliti, un ruolo impegnativo davvero. Non ero più la solita Katiuscia.
GP: Quali erano i rapporti con i suoi colleghi Lancio, attori e staff e soprattutto con tua sorella Paola grande mito con Michela e Claudia? E se puoi raccontare qualche aneddoto divertente che ti sono capitati con alcuni di loro.
Caterina: (Sorride) Paola ed io da un anno siamo tornate a vivere insieme. Che dire??? Magnifico! Una sorella così chi non la vorrebbe? Non voglio parlare dei rapporti con altri colleghi, mi sembra non corretto diciamo che si cercava di andare d'accordo un po' con tutti. Per quanto riguarda gli aneddoti ne ho tanti ma visto che sta per uscire un libro dove racconto tutto di me, preferisco non dirteli...hahah. (Avete capito? Che dispettosa? E' ancora lei Katiuscia altro che Caterina... Ma è giusto così, meglio non sapere ed aspettare che esca il suo libro che davvero, ne sono sicuro, avrà un ottimo successo e ho la vaga sensazione che ne leggeremo delle belle).
GP: Parlaci un po' di com'eri realmente, e questa volta racconti tutto mi raccomando (Non voglio che i nostri fans si lamentino dicendo che ometta qualcosa o dimentichi di scriverlo... Uff è proprio Katiuscia accidenti). Eri sportiva, pantofolaia oppure incontrollabile come il tuo personaggio e magari se vorrai potrai parlare della tua famiglia d’origine.

Caterina: Assolutamente incontrollabile, nessuno riusciva a frenare le mie furie ribelli. Non era facile starmi vicino ma sicuramente la vita con me era imprevedibile. Lo è ancora oggi!
GP: Ecco non mi hai risposto a tutto... Vabbèh sarà per il libro ma, almeno all'ultima domanda spero tu possa soddisfare un po' di più tutti noi (cerco di fare uno sguardo triste, assumere un atteggiamento mesto ed un sorriso carino, anche se ho dei dubbi al riguardo... Ti prego rispondi ti prego rispondi ti prego rispondi...). Poi la svolta e altre scelte professionali che ti hanno fatto cambiare strada. Ora pensando a quegli anni, fai bilanci oppure pensi che la vita vada vissuta e non voltarsi mai indietro nonostante le esperienze servano per maturare?
Caterina: Oggi faccio una vita molto diversa da allora, è normale le cose cambiano, si cresce, si hanno esperienze alle spalle che ti fanno maturare. Ma nonostante tutto continuo a seguire il mio istinto e il mio cuore. Ho buoni amici, un figlio meraviglioso e tanta esperienza di vita. Sono fortunata e ringrazio, tutte le mattine appena sveglia, la vita che mi riserva continue sfide. Ecco tutto questo sono io.
Praticamente l'intervista è finita qui, Caterina giustamente non vuol rivelare di più, ha un libro in uscita ed io come scrittore so che vuol dire, gli editori sono categorici non deve trapelare nulla fino a che il lavoro è già nelle librerie e posso capirla. Comunque confermo è la stessa ragazza di allora, senza peli sulla lingua, simpatica, estroversa e piena di iniziative e la cosa che mi fa molto piacere e credo anche a tutti voi, è saperla felice di essere una madre  stupenda e di avere anche un figlio come Neri. In bocca al lupo Caterina, aspettiamo con ansia l'uscita del tuo lavoro ed intanto ci piace ricordarti come la nostra grande inimitabile peste dei fotoromanzi.

- Giampaolo -

Nessun commento:

Posta un commento