lunedì 5 dicembre 2011

Fantasia 1: "L'ANGELO". Una piccola favola inventata da me.


"L'ANGELO"
Aziele, il bellissimo e giovane angelo voleva scendere sulla terra, aveva sentito parlare tanto della bellissima natura, dei fiori, dei frutti, dei fantastici animali che l'abitavano. Aveva sentito parlare del sole, della luna e delle stelle luminose in cielo, tanto che voleva vederli di persona e forse di poterli toccare. Abituato al paradiso dove tutto è perfetto e pieno di armonia, la sua curiosità lo spinse a scegliere di fare un viaggio su questo pianeta azzurro, come fanno tutti gli angeli ed arcangeli quando scelgono un periodo di riposo dall'accudire le cose del creato. 
Michele e Gabriele glielo avevano detto, per riposarsi dalle millenarie fatiche, poteva andare vicino ad Aldebaran oppure su Algiedi... Ma Aziele non volle sentire ragioni, la Terra era il suo scopo, lo sentiva dentro nel suo profondo spirito. Era partito da da Eden il giorno del solstizio d'estate sotto il sorriso preoccupato e bonario di Pietro, Uriele gli diede il pane degli angeli per nutrirsi durante la permanenza sulla terra, raccomandandogli di ricordarsi di farlo, là il tempo è scandito da ritmi, non come in Paradiso.
Felice e sorridente, era volato veloce tra i portali delle sette dimensioni finché, vista ormai la terra sotto di lui, era sceso in una enorme zona chiamata NYC, un brivido lo aveva scosso dalle ali ai piedi: case grigie, alte, tanto fumo e rumore. La gente (che in paradiso veniva descritta bella, allegra e simpatica) urlava, correva, guidava strani aggeggi e si vestiva male o poco, molti non avevano rispetto per altri, tanti ascoltavano una musica assordante. Aveva visto molte persone giovani che si iniettavano delle sostanze strane nel corpo, poi ragazzi con i coltelli che si sfidavano ed alcuni uomini dal volto cattivo usare armi contro altri.... 
Inorridito subito aveva preso il volo verso un altro luogo, aveva attraversato un'immensa distesa blu finché era giunto su una grande piattaforma che tutti chiamavano Africa. Una folta vegetazione era davanti a lui, aveva sorriso ma poco dopo questi era sparito sul stupendo volto: uomini vestiti di verde prendevano a falciate altri uomini scuri, molti bimbi piangevano con la pancia gonfia e animali morti di sete erano distesi sulla terra nuda, brulla mentre l'aria bollente faceva volare sterpaglie e polvere. Non c'era niente da mangiare, niente da mettersi addosso e tanto tanto caldo.
Con un urlo era fuggito via lontano. Dopo un lungo viaggio attorno ai confini di terre divise dall'acqua, si era riposato in riva ad un mare blu dalle onde bianche e spumose, un vulcano stava lontano alle sue spalle e poco dopo alcune barche piene di uomini, donne e bambini erano apparsi all'orizzonte. Una di queste si era fermata vicino alla riva, ma alcuni uomini con delle armi spinsero quella gente a tuffarsi nel mare e raggiungere la costa a nuoto, urlando cose incomprensibili. Aveva visto impotente in quanto spirito, qualcuno non riaffiorare più mentre stavano sopraggiungendo altre navi militari verso quei barconi che vuoti, si allontanarono velocemente verso il largo.
Aziele disperato si era alzato nel cielo ed aveva incominciato a vagare per questo mondo osservando ciò che accadeva e ogni cosa lo rendeva sempre più triste e disperato. Sfinito per il lungo vagabondare e dalla stanchezza, si era seduto su un monte con il volto fra le mani stava versando lacrime di cristallo fino a formare un piccolo rigagnolo che spariva brillante nel terreno, non voleva credere a ciò che aveva visto sotto di lui. Il silenzio era stata la sua compagnia per un tempi quasi infinito.
"Dio mio che disperazione!" aveva pensato asciugandosi gli occhi con le mani, poi togliendole dal viso aveva guardato verso il basso, verso una distesa infinita di monti e pianure e mari, all'improvviso un vagito lontano gli era arrivato al cuore e alzandosi da quella cima, era volato giù finché si era ritrovato vicino ad una casa. Aveva guardato dentro ed un bambino era appena nato da una giovane donna con attorno una famiglia dagli occhi a mandorla, sembravano tutti felici. 
Poi al suo sensibile udito, gli era pervenuta una risata lontana e subito era volato in quella direzione... Là, tre anziane donne in compagnia di un giovane si divertivano con le sue storie, erano sedute su delle sedie a rotelle in un posto pieno di fiori e alberi verdi. Ed ecco che a 1000 chilometri più avanti, una dolce voce di donna parlava a qualcuno. Aziele l'aveva raggiunta in un attimo ed ai suoi occhi era apparsa una figura vestita di bianco con una cuffia in testa ed insieme ad altre figure come lei, stava dando del cibo a decine di uomini, donne e bambini poverissimi, un buon profumo proveniva da quei piatti.
Così l'angelo per tutto il giorno aveva dato ascolto a tutte queste migliaia di voci ed aveva corso in ogni angolo del mondo, scoprendo che non esisteva solo disperazione e violenza ed il suo cuore era diventato più leggero.
Scaduto il suo tempo sulla Terra, Aziele era ritornato ad Eden con l'equinozio d'autunno. Pietro ed Uriele lo stavano aspettando fuori dal cancello dorato del settimo Cielo e lo abbracciarono forte.
Più tardi dopo essersi riposato, rifocillato e chiacchierato con altri angeli suoi amici, aveva raggiunto le camere più alte di Eden per poter fare il rapporto, come fanno tutti gli angeli ed arcangeli al ritorno della loro vacanza in altri mondi, su queste sue vacanze strane. Fuori dalla sala principale seduto su una seggiola di quercia c'era Francesco che un tempo viveva ad Assisi, intento a leggere un libro dalle pagine d'oro, il quale vedendolo avvicinarsi aveva guardato negli occhi il bellissimo angelo e sorridendo gli aveva detto:
"So cosa stai provando dopo la tua visita sull'amata Terra... Sappi che nonostante ci saranno per sempre esseri che sottometteranno con la forza i propri simili, che useranno violenza per emergere, che influenzeranno i pensieri e le azioni delle persone, che distruggeranno tutto ciò che la natura ha creato... Ci sarà ogni volta, qualcun altro che al loro posto amerà ed aiuterà il prossimo, che seminerà amore e bene, aiuto e rispetto, così l'uomo non avrà mai fine. Solo il vero sentimento pulito nel cuore vincerà ogni violenza e chissà forse in un futuro lontano, anche lì rinascerà il Paradiso". 
Aveva poi schiacciato l'occhio ad Aziele che a sua volta aveva sorriso a Francesco, poi facendo un respiro lungo, l'angelo entrò nella grande sala chiudendosi la porta alle sue spalle.

Giampaolo Daccò


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